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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31719/2025 del 23/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva solo rideterminato la pena confermando nel resto la condanna per concorso in furto aggravato. Il ricorso era affidato a un unico motivo: violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La censura riproponeva sostanzialmente gli stessi argomenti già dedotti in appello, già disattesi dai giudici di merito, e contestava la valutazione sull'offensività della condotta, sul danno e sul pericolo derivanti dal fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il motivo manifestamente infondato perché meramente reiterativo delle doglianze già esaminate e respinte in appello, dunque privo della necessaria specificità. Ha inoltre condiviso la valutazione del giudice di merito secondo cui non poteva riconoscersi la particolare tenuità del fatto, trattandosi di un furto di energia elettrica protratto per almeno due anni e attuato mediante un allaccio artigianale, con evidente rischio per la sicurezza degli abitanti dello stabile. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è riconoscibile quando la condotta presenti apprezzabile offensività, anche per durata, modalità esecutive e rischio concretamente creato; la relativa censura in cassazione è inammissibile se si limita a riproporre argomenti già disattesi in appello senza critica specifica alla sentenza impugnata.

  • art. 110 c.p.

    È stata contestata la responsabilità a titolo di concorso di persone nel reato.

  • art. 81, comma 2, c.p.

    La contestazione richiamava il reato commesso in continuazione.

  • art. 624 c.p.

    Norma base del furto, richiamata quale titolo del reato contestato.

  • art. 625, comma 1, n. 2, c.p.

    È stata contestata l'aggravante del furto prevista per le specifiche modalità indicate dalla norma, come riportato nel capo di imputazione.

Massime di principio

  • La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. deve essere sorretta da una critica specifica e argomentata alla motivazione di merito; la mera riproposizione delle doglianze già esaminate e respinte non è idonea a fondare un ricorso ammissibile.
  • La particolare tenuità del fatto non può essere riconosciuta quando la condotta, per durata, modalità esecutive e concreta pericolosità, evidenzi un'offensività non lieve, anche se il danno economico sia contenuto.
  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo che si limiti a contestare valutazioni di fatto già compiute dai giudici di merito senza confrontarsi con le rationes decidendi della sentenza impugnata.
  • In presenza di furto di energia elettrica protratto nel tempo e realizzato con un allaccio artigianale, il giudice può escludere la particolare tenuità del fatto per il rischio creato per la sicurezza degli occupanti dell'immobile.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàFurtoImpugnazioni
RamiParte generaleDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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