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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19993/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Onlus OSA ha ricoverato d'urgenza la signora Anna Orlando in una struttura non convenzionata (Villa Bianca). Non avendo ottenuto risposta dalla ASL in ordine all'autorizzazione e all'intervento dell'unità di valutazione multidimensionale, la Onlus ha curato la paziente, emesso fattura per 3.623,10 euro e promosso decreto ingiuntivo nei confronti della ASL per ottenere il rimborso della spesa sostenuta. La ASL ha opposto, sostenendo che in assenza di rapporto di convenzionamento non sussiste obbligo di rimborso nei confronti della struttura.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso della Onlus. Ha richiamato il principio giurisprudenziale e costituzionale secondo cui le cure necessarie ed urgenti non possono rimanere a carico del paziente per ragioni formali (mancata autorizzazione o assenza di convenzionamento): tali spese sono rimborsabili dal sistema sanitario. Tuttavia la Corte ha precisato che, quando la prestazione è effettuata fuori dal regime di convenzionamento per necessità/urgenza, il diritto al rimborso spetta al paziente (o ai suoi eredi) che ha sostenuto la spesa e non direttamente alla struttura privata non convenzionata. Perciò la domanda della Onlus, avanzata direttamente verso la ASL, è risultata priva di legittimazione attiva e il ricorso è stato respinto. Spese compensate per la novità della questione. La Corte ha fatto inoltre riferimento a precedenti di Cassazione e della Corte Costituzionale che autorizzano il rimborso in caso di necessità/urgenza anche senza preventiva autorizzazione.

Norme richiamate

  • legge 595/1985

    Citata dalla ricorrente per sostenere un obbligo di tutela della salute indipendente da vincoli di bilancio; la Corte non riconosce a tale norma un titolo per la struttura non convenzionata a richiedere direttamente il rimborso alla ASL.

  • legge 502/1992

    Riferita dalla ricorrente in tema di organizzazione e convenzionamento delle prestazioni; la Corte considera rilevanti le norme sul convenzionamento ma conferma che l'eccezione di urgenza opera anche fuori dalle procedure ordinarie.

  • legge regionale Puglia n. 19/2006

    Richiamata per il quadro regionale delle prestazioni e del rimborso; la Corte valuta il regolamento regionale n.4/2007 ma ribadisce che l'urgenza legittima il rimborso al paziente anche in mancanza di autorizzazione.

  • regolamento regionale Puglia n. 4/2007

    Richiamato dalla ricorrente come fonte che prevede rimborso per ricoveri d'urgenza; la Corte conferma che le previsioni regionali non impediscono il rimborso al paziente in caso di urgenza, ma non attribuiscono automaticamente alla struttura non convenzionata il diritto di agire direttamente contro la ASL.

  • Ordinanze/Cassazione e pronunzie costituzionali citate

    Cass. 9319/2010; Cass. 2444/2001; Cass. S.U. n.117/99; S.U. n.68/00; Corte Cost. n.509/2000

    La giurisprudenza citata sancisce che l'urgenza esime dalla preventiva autorizzazione e che l'esclusione assoluta del rimborso in assenza di autorizzazione è incostituzionale; la Corte utilizza questi precedenti per affermare il principio di rimborso, ma ricorda che il titolare del diritto è il paziente.

  • d.P.R. n. 115/2002

    art. 13 comma 1-quater (come inserito dall'art.1, comma 17, l. n. 228/2012)

    Citato nella parte finale della decisione in relazione agli effetti procedurali e alla dichiarazione della presenza dei presupposti previsti dalla norma; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti rilevanti ai fini del provvedimento.

Massime di principio

  • Se una prestazione è resa per reale necessità e urgenza, l'assenza di preventiva autorizzazione o di convenzionamento non esclude il diritto al rimborso da parte del Servizio sanitario; l'urgenza giustifica il superamento delle formalità autorizzatorie.
  • Il diritto al rimborso, nelle prestazioni indirette effettuate per urgenza fuori dal convenzionamento, spetta in linea di principio al paziente (o ai suoi eredi) che ha sostenuto la spesa, non automaticamente alla struttura che ha erogato la prestazione.
  • Una struttura non convenzionata che intende ottenere il pagamento direttamente dalla ASL deve dimostrare un titolo giuridico che la legittimi a pretendere il rimborso (convenzionamento, contratto o diversa obbligazione); l'assenza di tale titolo rende infondata l'azione diretta contro la ASL.
  • Per massimizzare la possibilità di rimborso in ipotesi di urgenza: documentare compiutamente l'urgenza clinica (referti, verbali, certificazioni mediche), comunicare tempestivamente l'intervento alla ASL e informare il paziente sulla necessità di richiedere il rimborso; raccogliere prove che il paziente ha effettivamente sostenuto la spesa.
  • Verificare sempre la normativa e i regolamenti regionali applicabili: alcune regioni possono prevedere procedure o eccezioni operative che disciplinano il rimborso diretto alle strutture in casi particolari, ma in assenza di norma specifica resta predominante il principio che il diritto spetti al paziente.

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