Cassazione Penale, Sentenza n. 20399/2022 del 25/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Salerno del 19/07/2021 che aveva rigettato la richiesta di riesame della misura di sequestro preventivo disposta con decreto del G.i.p. del 01/07/2021. Il sequestro era stato motivato dal fumus del reato previsto dall'art. 512-bis c.p. (trasferimento fraudolento di valori) per la ritenuta intestazione fittizia, da parte di Gennaro Ferrara, del 5% delle quote di TM Distributori di Tarulli Maria & C. s.a.s. e del 79% delle quote di Peccati di gola di Ferrara Jessica & C. s.a.s. alla figlia Jessica (nonché ad altri familiari). La ricorrente deduceva violazione dell'art. 512-bis e carenza motivazionale in quanto, a suo avviso, mancavano elementi per ritenere che le risorse impiegate nelle società fossero riconducibili a Gennaro Ferrara e che Jessica fosse a conoscenza del fine di eludere le misure di prevenzione, considerando l'esiguità dell'investimento e la possibile capacità economica di altri familiari (es. madre Maria Tarulli).
La decisione
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Richiama principi consolidati: in sede di riesame e di cassazione contro ordinanze ex art. 324 c.p.p. il controllo deve limitarsi a questioni di legge, motivazione e compatibilità sommaria tra fattispecie concreta e fattispecie legale, senza rimettere in discussione la valutazione di merito sugli indizi. Sul punto dell'art. 512-bis, la Corte conferma che occorre dimostrare sia la riconducibilità delle risorse al soggetto che intende occultarne la titolarità sia il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione, nonché la consapevolezza del presunto intestatario fittizio. Il Tribunale di Salerno aveva compiuto una valutazione sommaria del fumus del reato prendendo in considerazione la insufficiente capacità economica dei familiari (in particolare la mancanza di redditi di Jessica), elementi probatori relativi all'attività finanziaria abusiva di Gennaro (dichiarazioni, intercettazioni, annotazioni su agenda) e la possibilità che Gennaro potesse prevedere l'avvio di un procedimento di prevenzione patrimoniale; aveva inoltre ritenuto sussistente la consapevolezza di Jessica in ragione della sua collaborazione con il padre nell'attività finanziaria (ricezione di rate). Le censure della difesa erano, in sostanza, una critica del convincimento probatorio del giudice di merito, materia non sindacabile in cassazione con il rimedio utilizzato. Perciò il ricorso è inammissibile e la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 512-bis cod. pen.
Norma che sanziona il trasferimento fraudolento di valori mediante fittizia intestazione di beni per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali: la sua configurabilità richiede la prova della riconducibilità delle risorse al soggetto interessato e del dolo specifico di eludere le misure; è richiesto altresì che l'intestatario fittizio fosse a conoscenza di tale fine
art. 324 cod. proc. pen.
Regola la competenza e il procedimento per il riesame delle misure cautelari personali e reali: le ordinanze emesse ai sensi di tale norma sono impugnabili in cassazione ma con limiti specifici in tema di sindacato
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Consente il ricorso per cassazione avverso le ordinanze rese in sede di riesame; la Corte richiama che tale ricorso è ammesso unicamente per motivi di 'violazione di legge' intesi come mancanza assoluta o apparenza della motivazione, non per illogicità manifesta
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede la condanna per spese e sanzione pecuniaria nelle ipotesi di ricorso in cassazione manifestamente infondato o inammissibile; applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000 alla cassa delle ammende
art. 606 cod. proc. pen. (lett. e)
Disciplina i motivi di ricorso per cassazione e indica che l'illogicità manifesta può essere dedotta mediante il motivo specifico previsto; la Corte rileva che lamentare mera discrepanza nella valutazione probatoria non rientra nei motivi consentiti per il ricorso ex art. 325
Massime di principio
- In sede di riesame di misure cautelari reali il giudice compie una valutazione sommaria del fumus del reato: non è necessaria la decisione di merito, ma la compatibilità fra fatti e fattispecie legale
- Per la fattispecie di intestazione fittizia ai sensi dell'art. 512-bis c.p. occorrono due elementi fondamentali: (a) la riconducibilità delle risorse al reale interessato che le ha messe a disposizione e (b) il dolo specifico di eludere le misure di prevenzione; inoltre l'intestatario fittizio deve essere consapevole del fine elusivo
- La cassazione contro ordinanze di riesame è ammessa principalmente per questioni di violazione di legge o mancanza/apparenza della motivazione; non è la sede per rimettere in discussione le valutazioni probatorie del giudice di merito
- Le critiche che si limitano a contestare il convincimento del giudice sulla base degli stessi elementi acquisiti in istruttoria sono generalmente inammissibili in cassazione se non collegate a profili di legittimità formale
- Nel valutare la sussistenza del fumus, il giudice può tener conto di elementi indiziari circostanziali (capacità economica apparente dei nominali, pattern di finanziamenti, intercettazioni, dichiarazioni, documenti) per ritenere l'operazione come strumentale all'occultamento della titolarità effettiva
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