Sentenza n. 1893/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione della Giunta comunale che ha revocato precedenti deliberazioni relative alla concessione di un contributo di 50.000 euro
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato la deliberazione comunale di revoca delle precedenti deliberazioni della Giunta comunale e ha chiesto, oltre all'annullamento dell'atto, l'accertamento del diritto a ottenere dal Comune il contributo di 50.000 euro, con interessi legali dalla data della revoca fino al soddisfo. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, riferendo che l'amministrazione aveva adottato un atto satisfattivo delle sue ragioni. Il Comune si è costituito con atto di pura forma.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 84, comma 4, c.p.a. Il Collegio ha ritenuto vincolante, in applicazione del principio dispositivo, l'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione, non potendo il giudice decidere il merito d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione delle circostanze che hanno determinato la sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 84, comma 4, c.p.a.
dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse
A fronte di un'espressa dichiarazione dell'interessato di non avere più interesse alla decisione, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l'improcedibilità, senza procedere d'ufficio alla decisione nel merito.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione per effetto di una sopravvenienza satisfattiva, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di decidere d'ufficio il merito della controversia o di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire, una volta che quest'ultimo abbia manifestato la volontà di non proseguire il giudizio.
- La sopravvenuta carenza di interesse può giustificare la compensazione delle spese quando dipenda dall'adozione, da parte dell'amministrazione, di un atto satisfattivo delle pretese del ricorrente.
Come è indicizzato
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