Sentenza n. 661/2026 - Firenze, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione, - della Determinazione n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, notificata in pari data, con cui il Responsabile del Servizio dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino ha disposto il diniego dell’istanza di assegnazione temporanea ex art. 42-bis del d.lgs. n. 151/2001 presentata dal ricorrente; nonché, per quanto occorrer possa: - della nota prot. n. -OMISSIS- del -OMISSIS-, con cui l’Amministrazione ha comunicato al ricorrente il preavviso di diniego ai sensi dell’art. 10-bis della L. n. 241/1990, atto presupposto e integralmente richiamato nel provvedimento finale; - della Determinazione n. -OMISSIS- del -OMISSIS- e del conseguente “Avviso di selezione interna per progressione verticale (ai sensi dell’art. 13, co. 6, CCNL Funzioni Locali 16.11.2022) del personale dipendente per n. 1 posto nel profilo professionale di ‘Funzionario di Vigilanza – Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione (E.Q.)’”, pubblicata il giorno successivo al diniego, quale atto palesemente connesso e sintomatico dell’eccesso di potere da cui è affetto il diniego stesso, nonché l’ “Avviso di selezione interna per progressione verticale(ai sensi dell’art. 13, comma 6, CCNL Funzioni Locali 16.11.2022) del personale dipendente per n. 1 posto nel profilo professionale di “Funzionario di Vigilanza – Area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione (E.Q.)” da destinare al servizio n. 4 – Servizio unico associato di polizia locale dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino”; - della Deliberazione di Giunta dell’Unione n. 91 dell’11/09/2025, nella parte in cui, approvando l’aggiornamento del Piano triennale del fabbisogno di personale 2025-2027, ha destinato il posto di Funzionario di Vigilanza a progressione verticale, senza contemplare modalità di copertura alternative e più conformi ai principi di economicità ed efficienza; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto, che ha dato causa ai provvedimenti impugnati; - nonché per quanto occorre possa della determinazione n. -OMISSIS- del -OMISSIS-; e per la conseguente declaratoria del diritto del ricorrente a ottenere l'assegnazione temporanea ai sensi dell'art. 42-bis del D.Lgs. n. 151/2001 presso l'Unione dei Comuni Montani del Casentino.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego dell’istanza di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001, connesso alla destinazione di un posto a progressione verticale
Esito
Favorevole al resistente (ente locale)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, dipendente a tempo indeterminato e pieno di un Comune, con profilo di Funzionario di Vigilanza, ha impugnato il diniego dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino alla richiesta di assegnazione temporanea presso l’ente ai sensi dell’art. 42-bis d.lgs. 151/2001. Ha inoltre censurato gli atti presupposti e connessi relativi alla progressione verticale per la copertura di un posto di Funzionario di Vigilanza e l’aggiornamento del piano triennale del fabbisogno di personale, prospettando il collegamento tra tali atti e il diniego, nonché l’eccesso di potere dell’Amministrazione. L’Amministrazione ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la controversia riguardasse la gestione privatistica del rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato.
La decisione
Il TAR ha accolto l’eccezione di difetto di giurisdizione e ha dichiarato il ricorso inammissibile, indicando come munito di giurisdizione il giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro. Il Collegio ha rilevato che il diniego dell’assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001 non costituisce esercizio di un potere autoritativo finalizzato alla selezione degli aspiranti all’assunzione, ma esprime scelte gestionali e organizzative relative alle risorse umane, adottate dall’Amministrazione con i poteri del datore di lavoro privato. La controversia attiene quindi alla gestione ordinaria del rapporto di impiego pubblico contrattualizzato. Anche la questione relativa alla progressione verticale, considerata dall’Amministrazione ostativa all’assegnazione, rileva solo indirettamente e potrà essere eventualmente disapplicata dal giudice ordinario ove ritenuta illegittima. Il giudizio può essere riassunto davanti al giudice ordinario ai sensi dell’art. 11 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 42-bis d.lgs. 151/2001
Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche [...] può essere assegnato, a richiesta [...] ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato e limitato a casi o esigenze eccezionali.
La controversia relativa al diniego dell’assegnazione temporanea riguarda la gestione del rapporto di lavoro e non l’esercizio di un potere autoritativo.
art. 5, comma 2, d.lgs. 165/2001
Le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Le determinazioni organizzative e gestionali relative al rapporto di lavoro pubblico contrattualizzato sono adottate con poteri privatistici e non appartengono, di regola, alla giurisdizione amministrativa.
art. 63, comma 1, d.lgs. 165/2001
Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni [...] ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti. Quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi.
Le controversie sulla gestione del rapporto di lavoro pubblico privatizzato spettano al giudice ordinario; gli atti amministrativi presupposti possono essere disapplicati dal giudice del lavoro se illegittimi.
art. 63, comma 4, d.lgs. 165/2001
Restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché [...] le controversie relative ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 3.
La giurisdizione amministrativa permane per le procedure concorsuali finalizzate all’assunzione e per i rapporti di lavoro non privatizzati, ma non si estende alle ordinarie scelte gestionali del rapporto contrattualizzato.
art. 11 c.p.a.
In caso di declinatoria della giurisdizione, il giudizio può essere riassunto davanti al giudice munito di giurisdizione.
art. 60 c.p.a.
La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa comunicazione alle parti della possibilità di decisione immediata in camera di consiglio.
Massime di principio
- La controversia sul diniego di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001, quando riguarda un dipendente pubblico appartenente al personale contrattualizzato, attiene alla gestione del rapporto di lavoro e rientra nella giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.
- Le determinazioni dell’amministrazione concernenti l’organizzazione degli uffici e la gestione delle risorse umane del personale pubblico contrattualizzato sono adottate con i poteri del privato datore di lavoro e non costituiscono, per ciò solo, esercizio di potestà autoritativa.
- La giurisdizione amministrativa in materia di pubblico impiego permane per le procedure concorsuali finalizzate all’assunzione, ma non comprende le controversie relative a scelte gestionali e organizzative incidenti sull’ordinario rapporto di lavoro già instaurato.
- Quando la domanda rientra nella giurisdizione ordinaria sul rapporto di lavoro, la circostanza che l’amministrazione abbia fondato il diniego su un atto organizzativo o su una procedura di progressione verticale non sposta la giurisdizione: l’atto presupposto può essere disapplicato dal giudice ordinario ove rilevante e illegittimo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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