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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41759/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava l'annullamento, operato dal Tribunale del riesame, della misura di custodia cautelare in carcere applicata dal GIP a carico di Emanuele Arcoleo per partecipazione ad associazione dedita al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) e reati-merce su stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990). Il PM lamentava violazione di legge, vizi di motivazione e di valutazione degli elementi probatori poiché il Tribunale aveva escluso l'attualità delle esigenze cautelari basandosi sul decorso del cosiddetto "tempo silente" senza considerare il livello organizzativo dello spaccio, la professionalità del gruppo e la capacità dello stesso di riorganizzarsi dopo sequestri e arresti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato la valutazione del Tribunale del riesame per aver dato eccessivo rilievo al tempo trascorso senza una valutazione complessiva del quadro indiziario, omettendo il confronto con le conclusioni del GIP circa la caratura criminale dell'organizzazione e la sua capacità di riorganizzarsi. La Corte ha quindi disposto l'annullamento (con rinvio) dell'ordinanza impugnata e ha richiamato il principio secondo cui il decorso del tempo è solo uno degli elementi da valutare nella prognosi di pericolosità e nell'accertamento dell'attualità delle esigenze cautelari.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che punisce l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; nel contesto interpretativo della sentenza è utilizzata per distinguere associazioni di narcotraffico da associazioni di tipo mafioso e per valutare la necessità di dimostrare la perdurante operatività del sodalizio

  • d.P.R. n. 309 del 1990

    art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma che disciplina i reati-merce (detenzione e cessione di stupefacenti); i reati-fine costituiscono elementi rilevanti per valutare la gravità dell'attività e la professionalità del gruppo

  • codice di procedura penale

    Regola il meccanismo delle presunzioni nell'applicazione delle misure cautelari; la sentenza ribadisce che il decorso del tempo ("tempo silente") può incidere sul superamento delle presunzioni ma non è da solo decisivo: occorre valutazione complessiva degli elementi indiziari

Massime di principio

  • Il decorso del "tempo silente" è un elemento rilevante ma non determinante: da solo non esclude l'attualità delle esigenze cautelari
  • Nelle ipotesi di associazione per narcotraffico va effettuata una valutazione complessiva che consideri anche la professionalità del gruppo, i quantitativi e gli episodi di approvvigionamento, e la capacità di riorganizzarsi dopo sequestri o arresti
  • La differenza tra associazioni di tipo mafioso e associazioni di narcotraffico implica oneri probatori diversi: per le seconde il pubblico ministero deve dimostrare la perdurante operatività o elementi che indichino il rischio di reiterazione
  • Il giudice del riesame deve confrontarsi esplicitamente e motivatamente con le argomentazioni del GIP e con l'intero compendio indiziario prima di escludere le esigenze cautelari
  • L'assenza di precedenti penali o di un rischio immediato di inquinamento probatorio non esclude automaticamente la sussistenza delle esigenze cautelari quando sussistano indizi di elevata gravità e elementi che indicano inserimento in circuiti criminali organizzati

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