Sentenza n. 8311/2026 - Roma, Sezione 3
per l’esecuzione del giudicato derivante dalla sentenza n. 8672/2023 del Tribunale Ordinario di Roma - Sezione Lavoro;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza n. 8672/2023 del Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Roma, Sezione Lavoro, che aveva accertato il suo diritto al beneficio di 500 euro annui mediante la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 1.500 euro, oltre alla condanna del Ministero alle spese di lite. Nonostante la rituale notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, il Ministero non ha adempiuto. È stata quindi domandata l'ottemperanza, anche mediante nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che il titolo esecutivo era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato all'Amministrazione e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni senza pagamento. Ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice ordinario, corrispondendo alla ricorrente le somme liquidate, entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Ha nominato fin d'ora quale commissario ad acta il Direttore generale competente per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli 60 giorni per l'esecuzione dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero e previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario. La sentenza è stata inoltre trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti e all'OIV competente per gli eventuali seguiti.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza, diretta a ottenere l'esecuzione del giudicato.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Impone il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo prima di procedere all'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione; nel caso concreto il termine era decorso senza adempimento.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è ammissibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, quando il titolo sia stato ritualmente notificato all'Amministrazione e sia decorso il termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
- L'accertata mancata corresponsione delle somme dovute in forza di un giudicato impone all'Amministrazione di adempiere entro il termine fissato dal giudice dell'ottemperanza, che può nominare fin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un dirigente dell'Amministrazione inadempiente, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di eseguire il giudicato dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta dell'interessato.
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