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Sentenza

Sentenza n. 960/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600436

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-rigetto sull’istanza di accesso agli atti della procedura di indagine di mercato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva partecipato a una procedura di indagine di mercato indetta per l’acquisto di un immobile destinato a sede dell’Agenzia Forestas. Dopo l’ammissione con riserva e la successiva esclusione per mancata dimostrazione dei requisiti richiesti, aveva chiesto l’accesso ai verbali di gara, alla documentazione amministrativa e all’offerta tecnica ed economica dell’altra operatrice, nonché agli atti relativi alle valutazioni della commissione giudicatrice. L’istanza era stata motivata con esigenze di tutela dei propri interessi giuridici e di difesa in giudizio, ai sensi dell’art. 35, comma 5, del d.lgs. n. 36/2023, nonché con l’interesse a verificare la legittimità della procedura, l’ammissione e l’offerta dell’altra concorrente e l’eventuale possibilità di contestare l’aggiudicazione o una riedizione della procedura. La ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 22 e seguenti della l. n. 241/1990, nonché eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria, irragionevolezza e violazione dei principi di trasparenza e buon andamento ex art. 97 Cost. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di legittimazione attiva e l’infondatezza del ricorso. In udienza, tuttavia, tutte le parti hanno dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, chiedendo la declaratoria di improcedibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della concorde dichiarazione resa dalle parti in udienza. Il Collegio ha ritenuto che la dichiarazione del difensore circa la sopravvenuta carenza di interesse dell’assistito determini l’improcedibilità dell’impugnazione e impedisca al giudice di pronunciarsi nel merito, in applicazione del principio dispositivo. Non sono stati quindi esaminati i motivi relativi all’accesso, alla legittimazione della ricorrente o alla fondatezza del silenzio-rigetto. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della posizione concorde delle parti.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    La ricorrente li ha invocati quale disciplina generale dell’accesso documentale; il giudice non ne ha esaminato nel merito l’applicazione per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 5, d.lgs. 36/2023

    Richiamato dalla ricorrente a fondamento dell’accesso difensivo agli atti della procedura di affidamento; la questione non è stata decisa nel merito.

  • art. 116 c.p.a.

    Richiamato dalla ricorrente quale rito per la tutela giurisdizionale in materia di accesso; il giudice non ha esaminato la domanda nel merito.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione ai principi di trasparenza e buon andamento; il motivo non è stato esaminato.

Massime di principio

  • La dichiarazione, resa dal difensore, di sopravvenuta carenza di interesse della parte determina l’improcedibilità del ricorso, quando non residui un interesse concreto alla decisione.
  • In applicazione del principio dispositivo, una volta dichiarata e riconosciuta la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio all’esame del merito dell’impugnazione.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce la pronuncia sui motivi dedotti e comporta la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità, salva la regolazione delle spese secondo le circostanze del caso.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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