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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48055/2022 del 19/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva rigettato il loro riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (beni di un'impresa funebre, un carro funebre, quote sociali di una pizzeria e un'autovettura) per i reati di trasferimento fraudolento di valori. Contestano specificamente la valutazione del "fumus commissi delicti" con riguardo all'elemento soggettivo: sostengono che non sarebbe stato provato il dolo specifico necessario, ossia la consapevolezza e la volontà di eludere le misure di prevenzione gravanti su Lombardi Angelo, e che il Tribunale non avrebbe adeguatamente argomentato tale aspetto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili come manifestamente infondati. Ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale che, in sede di riesame, ha valutato sommariamente il fumus relativamente a tutti gli elementi del reato e ha ritenuto emergente "ictu oculi" l'elemento soggettivo: Lavecchia e Lombardi erano, per i rapporti familiari e la gestione comune dei beni, consapevoli della finalità elusiva delle operazioni di intestazione fittizia poste in essere da Lombardi Angelo; Consiglio era prestanome e conosceva lo "status" di Lombardi. La Corte ha inoltre ricordato che il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.) e non per semplici vizi logici della motivazione, salvo vizi talmente radicali da rendere la motivazione incomprensibile. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 325 c.p.p.

    art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione contro le ordinanze di riesame avverso misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; non è ammesso per i meri vizi logici della motivazione salvo che la motivazione sia del tutto mancante o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza

  • Giurisprudenza Cassazione - principio sul riesame (Sez. 2, Iommi; Sez.3, Pucci)

    Sez. 2, n. 18331 del 22/04/2016 (Iommi); Sez. 3, n. 26007 del 05/04/2019 (Pucci)

    In sede di riesame delle misure cautelari reali il giudice compie una valutazione sommaria sul fumus del reato rispetto a tutti gli elementi della fattispecie e può rilevare anche il difetto dell'elemento soggettivo purchè questo emerga 'ictu oculi'

  • Giurisprudenza Cassazione - ammissibilità ricorso (Sez.5 Angelini; Sez.U. Ivanov)

    Sez.5, n. 35532 del 25/06/2010 (Angelini); Sez.U., n. 25932 del 2008 (Ivanov)

    La nozione di violazione di legge per l'ammissibilità comprende errores in iudicando ed in procedendo; i vizi della motivazione sono rilevanti in Cassazione solo se tali da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi richiesti di chiarezza e coerenza

Massime di principio

  • In sede di riesame delle misure cautelari reali il giudice effettua una valutazione sommaria (fumus) su tutti gli elementi del reato: anche l'elemento soggettivo può essere valutato in tale sede se emerge chiaramente ("ictu oculi").
  • Rapporti familiari stretti e la gestione comune dei beni costituiscono indizi rilevanti che possono far ritenere la consapevolezza e la partecipazione all'operazione elusiva, specie se il familiare è soggetto con precedenti o già assoggettato a misure di prevenzione.
  • Chi impugna in Cassazione un'ordinanza di riesame deve fondare il ricorso su presunte violazioni di legge o vizi talmente gravi della motivazione da renderla incomprensibile; i semplici rilievi sulla valutazione del merito o sulla logica della motivazione non sono di per sé idonei all'ammissione.
  • Se il giudice di merito fornisce una motivazione che, pur sommaria, mostra elementi di fatto e di relazione logica sulla conoscenza e volontà dei partecipanti, difficilmente il ricorso per cassazione troverà accoglimento.
  • In caso di inammissibilità il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni pecuniarie (qui: €3.000 alla Cassa delle Ammende), quindi valutare il rischio economico prima di impugnare in Cassazione.

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