Sentenza del 22/02/2016 n. 25 - Comm. Trib. II grado di Trento
COMPORTAMENTO ANTIECONOMICO - PERDITE RIPETUTE - ACCERTAMENTO ANALITICO-INDUTTIVO - RICONOSCIMENTO DI COMPONENTI NEGATIVE ULTERIORI - LIMITATA.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa fiscale è stata ritenuta fondata sotto entrambi i profili: le perdite ripetute possono costituire un indice presuntivo di antieconomicità e legittimare un accertamento analitico-induttivo; tuttavia, in tale procedimento non possono essere riconosciuti costi o componenti negative ulteriori se il contribuente non ne dimostra con certezza l'effettiva esistenza, l'inerenza e l'ammontare.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Amministrazione ha ritenuto antieconomico il comportamento dell'imprenditore, il quale aveva dichiarato perdite fiscali ripetute non giustificate dalla sola fase di start-up. La reiterazione delle perdite dimostrava che l'attività non era in grado di generare un profitto sufficiente a remunerare il rischio d'impresa e a garantire un minimo sostentamento al titolare. Il contribuente contestava inoltre il mancato riconoscimento di ulteriori componenti negative, ma non ne aveva fornito una prova certa.
Norme richiamate
Disciplina dell'accertamento analitico-induttivo
L'accertamento può fondarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti desunte da una gestione manifestamente antieconomica, anche quando la contabilità formalmente esiste. Il contribuente può contestare la ricostruzione, ma deve fornire elementi probatori concreti.
Principio di inerenza, certezza e determinabilità dei componenti negativi
I costi e le altre componenti negative deducibili devono essere effettivamente sostenuti, inerenti all'attività d'impresa e adeguatamente documentati. Non è sufficiente allegarne genericamente l'esistenza per ottenere il riconoscimento fiscale.
Massime di principio
- La reiterazione di perdite fiscali, soprattutto oltre la fase iniziale di avvio, può essere considerata un indice di gestione antieconomica e giustificare un accertamento analitico-induttivo.
- L'antieconomicità non determina automaticamente l'imponibile corretto, ma consente all'Amministrazione finanziaria di mettere in discussione la veridicità dei risultati dichiarati sulla base di presunzioni adeguate.
- Il contribuente può superare la presunzione dimostrando ragioni economiche concrete delle perdite, come investimenti, eventi straordinari, crisi di settore o strategie commerciali temporanee.
- Nel contestare l'accertamento non è sufficiente chiedere il riconoscimento di costi ulteriori: ogni componente negativa deve essere provata documentalmente quanto a esistenza, inerenza e ammontare.
- La prova dei costi non può essere sostituita da stime generiche o dalla mera plausibilità economica delle spese.
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