Cassazione Penale, Ordinanza n. 35360/2025 del 29/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello di Bologna aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Bologna nei confronti dell'imputato per tentato furto aggravato. Con il ricorso per cassazione la difesa deduceva violazione di legge e vizio di motivazione sulla configurabilità del reato, sostenendo che i fatti si sarebbero svolti sotto la vigilanza degli addetti del supermercato e che tale circostanza avrebbe reso l'azione assolutamente inidonea ai sensi dell'art. 49 c.p., con conseguente insussistenza del tentativo punibile.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte territoriale, osservando che la circostanza della vigilanza degli addetti del supermercato, i quali avevano notato il comportamento sospetto dell'imputato e lo tenevano sotto osservazione, non escludeva in astratto la possibilità di impossessarsi dei beni e di darsi alla fuga. Ha quindi applicato i principi sul reato impossibile, secondo cui l'inidoneità dell'azione deve essere assoluta, da valutarsi con prognosi postuma al momento del fatto, e non può dipendere da cause estrinseche o contingenti. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 49 c.p.
Richiamato per escludere che la sorveglianza degli addetti del supermercato rendesse assolutamente inidonea l'azione: l'inidoneità del tentativo/reato impossibile deve essere assoluta e strutturale, non derivare da circostanze estranee o meramente contingenti.
art. 616 c.p.p.
Richiamato per la condanna del ricorrente, in caso di inammissibilità del ricorso, al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Nel reato impossibile l'inidoneità dell'azione va valutata con giudizio ex ante-prognostico (prognosi postuma) al momento del fatto e deve essere assoluta, cioè tale da escludere in radice una astratta capacità causale della condotta.
- La mera presenza di controlli o la vigilanza di terzi non rende di per sé assolutamente inidonea la condotta furtiva, se l'agente conserva in astratto la possibilità di impossessarsi dei beni e di assicurarsi la fuga.
- Il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre doglianze già disattese nei gradi di merito, senza confrontarsi efficacemente con la motivazione della sentenza impugnata, può essere dichiarato manifestamente infondato e quindi inammissibile.
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