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Sentenza

Sentenza n. 3531/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 4415/2023, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202402354

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo e sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno era fondato sugli esiti dei controlli amministrativi dai quali risultavano la falsità del certificato di residenza e la non veridicità dell'indicazione del luogo di esercizio dell'attività lavorativa autonoma. In particolare, presso l'indirizzo di residenza indicato il richiedente risultava assente e l'attuale occupante dichiarava di vivere nell'immobile da anni e di non conoscerlo; presso l'indirizzo dichiarato come sede dell'attività non risultava esercitata alcuna impresa e il richiedente era sconosciuto e irreperibile, mentre l'immobile era adibito ad abitazione di altro nucleo familiare. L'appello contestava essenzialmente la valutazione relativa alla residenza, deducendo che il TAR avrebbe aderito acriticamente alle risultanze dell'amministrazione senza approfondire l'effettività della dimora e senza considerare le prove offerte in giudizio. L'appellante richiamava inoltre il fatto che non fosse sufficiente un unico accesso per affermarne l'irreperibilità. Tuttavia, nessuna specifica censura era stata proposta contro l'autonomo profilo posto a fondamento del diniego, relativo all'inesistenza dell'impresa presso l'indirizzo dichiarato e all'irreperibilità del richiedente. In appello, la stessa difesa aveva inoltre dichiarato che il richiedente non abitava più all'indirizzo indicato, senza precisare la nuova dimora.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, confermando la sentenza del TAR Campania e, quindi, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno. La decisione ha richiamato le considerazioni già svolte in sede cautelare, secondo cui il profilo dell'irreperibilità dell'impresa non era stato congruamente censurato. Il diniego si fondava infatti su due autonome ragioni: la falsità dell'indicazione della residenza e la mancata esistenza dell'attività imprenditoriale presso il luogo dichiarato, con conseguente irreperibilità del richiedente. Poiché l'appello era incentrato esclusivamente sulla residenza e non contestava specificamente il secondo autonomo motivo, tale ragione era sufficiente a sorreggere il diniego. Quanto alla residenza, la dichiarazione dell'appellante di non vivere più presso l'indirizzo indicato, accompagnata dall'assenza di ulteriori specificazioni, confermava inoltre la mancanza di una stabile dimora. Le spese del grado sono state compensate.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento amministrativo è fondato su più autonome ragioni, ciascuna idonea a sorreggerne il dispositivo, l'omessa specifica censura di una di esse rende infondato o comunque non favorevolmente decidibile il ricorso, poiché la ragione non contestata conserva autonoma capacità giustificativa.
  • Nel giudizio amministrativo, la contestazione di uno solo dei presupposti del diniego non è sufficiente quando l'amministrazione abbia fondato il provvedimento anche su un distinto e autonomo accertamento sfavorevole non impugnato.
  • La dichiarazione dell'interessato di non abitare più presso l'indirizzo indicato come residenza, se non accompagnata dall'indicazione di una nuova stabile dimora, può essere valutata dal giudice come elemento coerente con l'assenza di una stabile residenza o con l'irreperibilità accertata dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAppello
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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