Cassazione Penale, Sentenza n. 8855/2025 del 03/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ventrice impugnava l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame avverso il sequestro preventivo del patrimonio aziendale. Il Tribunale aveva ritenuto che vi fosse difetto di legittimazione ai sensi dell'art. 39 d.lgs. 231/2001 perché il legale rappresentante (Ventrice) era indagato del reato presupposto; il ricorrente ha sostenuto che il sequestro era stato impugnato nella sua veste di persona fisica sottoposta ad indagini e che, inoltre, la societa' non risultava indagata per la responsabilita' amministrativa ex d.lgs. 231/2001, per cui la normativa invocata dal Tribunale (art. 39) non poteva essere chiamata a precludere il riesame.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso: ha rilevato che l'art. 39 d.lgs. 231/2001 disciplina il divieto di rappresentanza dell'ente da parte del rappresentante legale quando quest'ultimo sia indagato/imputato per il reato presupposto, ma la barriera opera in rapporto alla partecipazione dell'ente al procedimento tramite il rappresentante. Nel caso di specie la richiesta di riesame era stata proposta da Ventrice quale persona sottoposta ad indagini (e non nella veste di difensore nominato dal rappresentante per conto dell'ente) e la societa' non risultava indagata per l'illecito amministrativo 231. Pertanto il Tribunale aveva applicato erroneamente l'art. 39; la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Reggio Calabria (ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.).
Norme richiamate
art. 39 d.lgs. n. 231/2001
l'ente partecipa al procedimento penale con il proprio rappresentante legale, salvo che questi sia imputato del reato da cui dipende l'illecito amministrativo
La norma vieta che il rappresentante legale indagato/imputato rappresenti l'ente nel procedimento; il divieto ha funzione cautelare per evitare conflitto di interessi tra rappresentante e societa'. Si applica quando l'atto (es. istanza di riesame) e' proposto in nome e per conto dell'ente tramite il rappresentante o tramite difensore da lui nominato
Sezioni Unite, Gabrielloni (Sez. U, n. 33041/2015)
La giurisprudenza di legittimita' ha chiarito che e' inammissibile la richiesta di riesame presentata dal difensore dell'ente nominato dal rappresentante che sia imputato o indagato del reato presupposto; il divieto e' assoluto e rilevabile d'ufficio
art. 591, comma 1, lett. a) c.p.p.
Prevede la rilevabilita' d'ufficio di difetti di legittimazione che comportano inammissibilita' o improcedibilita' dell'atto; il Tribunale puo' e deve verificare d'ufficio la sussistenza di situazioni ostative
art. 96 c.p.p.
Richiamato dagli argomenti difensivi: disciplina la nomina del difensore e la rappresentanza tecnica; utile per distinguere atti fatti dal difensore a tutela dell'ente rispetto ad atti fatti per la posizione personale dell'indagato
art. 324, comma 5, c.p.p.
Norma che disciplina la rimessione per nuovo giudizio da parte della Corte di Cassazione dopo annullamento parziale o totale di decisioni cautelari; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale competente
art. 452 quaterdecies c.p.
Indicato come reato presupposto nell'indagine; rilevante per determinare se sussista la condizione per l'applicazione dell'art. 39 d.lgs. 231/2001
art. 5 e 25-undecies d.lgs. n. 231/2001
Richiamati nel provvedimento genetico come normativa sull'illecito amministrativo dell'ente; la loro applicabilita' concreta e' fondamentale per stabilire se l'ente sia parte indagata e quindi se opera il divieto di rappresentanza
Massime di principio
- L'art. 39 d.lgs. 231/2001 impedisce al rappresentante legale indagato/imputato di rappresentare l'ente nel procedimento, ma va applicato solo quando l'atto impugnato e' stato proposto in nome e per conto dell'ente o dal difensore nominato dal rappresentante per l'ente
- Se la richiesta di riesame e' proposta da una persona fisica indagata (anche se e' il legale rappresentante), e non in qualita' di rappresentante dell'ente, il divieto di cui all'art. 39 non opera automaticamente
- Il giudice deve verificare previamente e con precisione lo status processuale delle parti: se l'ente risulta indagato per responsabilita' amministrativa ex d.lgs. 231/2001 e se l'istanza e' stata proposta a nome dell'ente; errori di qualificazione formale possono portare ad annullamento
- Il difetto di legittimazione rilevabile d'ufficio (art. 591 c.p.p.) deve essere valutato correttamente e con riferimento alla qualita' soggettiva dell'istante (rappresentante vs. persona fisica), evitando generalizzazioni
- In situazioni simili, e' buona prassi documentare chiaramente la capacita' in cui si agisce (a titolo personale o in rappresentanza dell'ente) e verificare se l'ente sia indagato per i reati presupposto ai fini dell'applicazione dell'art. 39
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