Cassazione Penale, Sentenza n. 15862/2024 del 16/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Torino del 28/04/2023. Maffeis ha censurato la valutazione della recidiva e la determinazione della pena (art. 99 e art. 133 c.p.), deducendo vizio di motivazione e violazione di legge. Farina ha contestato il rigetto dell'area di scriminante della legittima difesa (art. 52 c.p.), nonché la qualificazione psicologica del fatto (artt. 56 e 575 c.p.), sostenendo che le immagini video e l'annotazione di polizia dimostrerebbero una dinamica unitaria e che, quindi, la sua condotta andrebbe letta come difesa e, in ogni caso, al più come dolo eventuale incompatibile con il tentativo di omicidio.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso di Samuel Maffeis e ha ritenuto infondato il ricorso di Joseph Farina Leni. Quanto a Maffeis, la Corte ha ritenuto le doglianze manifestamente infondate: la motivazione della Corte territoriale sul riconoscimento della recidiva e sulla determinazione della pena è risultata conforme ai principi di diritto e adeguatamente motivata; perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e Maffeis è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Quanto a Farina, la Corte ha ritenuto infondate le doglianze sulla legittima difesa e sulla qualificazione psicologica: la ricostruzione in due momenti dell'azione è compatibile con il complesso probatorio (testimonianze e annotazioni di polizia) e la valutazione temporale delle riprese video non è decisiva; inoltre la Corte ha confermato la possibilità di configurare il dolo diretto anche in forma alternativa (dolo alternativo/dolo d'impeto) idoneo a sostenere la fattispecie del tentato omicidio, distinguendolo dal dolo eventuale. Il ricorso di Farina è quindi rigettato e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 52 cod. pen.
Articolo richiamato dalla difesa di Farina per la legittima difesa; la Corte ha ritenuto che, alla luce del complesso probatorio, non operasse la scriminante perché l'azione era stata valutata come articolata in due momenti distinti e non come una reazione necessaria e proporzionata all'aggressione.
art. 56 cod. pen.
Riferito al dolo; la Corte ha discusso la natura dell'elemento psicologico, affermando che il dolo diretto anche in forma alternativa è compatibile con il tentativo e distinguibile dal dolo eventuale.
art. 575 cod. pen.
Norma sul delitto di omicidio/tentato omicidio; valutata alla luce della ricostruzione fattuale e dell'elemento soggettivo, con conferma del tentativo per Farina in presenza di dolo diretto/alternativo.
art. 583-quinques e art. 585 cod. pen.
Norme richiamate nella riqualificazione del fatto contestato a carico di Maffeis (lesioni permanenti all'aspetto della persona), con conferma della pena per tale fattispecie.
art. 4 L. 110/1975
Norma sul porto e detenzione di armi ed oggetti atti ad offendere; la Corte territoriale ha ridotto la pena relativa a questo capo per Maffeis, decisione confermata dalla Corte di legittimità.
art. 99 cod. pen.
Riguarda il trattamento della recidiva; Maffeis ha impugnato il riconoscimento della recidiva ma la Corte ha ritenuto la valutazione dei precedenti e la motivazione adeguata.
art. 133 cod. pen.
Norma sulla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto che la Corte d'Appello abbia esercitato correttamente il potere discrezionale di determinazione della pena nel rispetto dei criteri di proporzionalità.
art. 616 c.p.p.
Norma che autorizza la condanna per ricorso inammissibile con profili di colpa; applicata per irrogare a Maffeis il pagamento di una somma alla cassa delle ammende.
Massime di principio
- La valutazione della legittima difesa richiede l'esame complessivo del materiale probatorio: singole riprese video o annotazioni di polizia non hanno di per sé valore decisivo se contraddette o inserite in un quadro testimonialmente coerente.
- La distinzione tra azione in 'momenti distinti' e dinamica unitaria può essere decisiva per riconoscere o escludere la scriminante della legittima difesa; il giudice valuta la compatibilità temporale e la coerenza tra testimonianze e immagini.
- Nel tentato omicidio il dolo può essere qualificato come diretto anche in forma alternativa (dolo alternativo o 'dolo d'impeto'), il quale è compatibile con il tentativo; il dolo eventuale è invece incompatibile con il tentativo e deve essere escluso con adeguata motivazione se si vuole affermare la sussistenza del reato tentato.
- La ricostruzione del dolo si opera per via indiziaria tramite segni esteriori (arma usata, sede delle ferite, modalità, multiplicità dei fendenti) e tali elementi possono sostenere la valutazione del tentativo anche in assenza dell'evento consumato.
- Le censure sulla motivazione dei giudici di merito devono dimostrare che l'omissione o la contraddizione incide su un nucleo essenziale del fatto: criticità circoscritte e non determinanti non giustificano l'annullamento in sede di legittimità.
- L'inammissibilità del ricorso o il rigetto comportano spesso la condanna alle spese e, in presenza di colpa nella proposizione del ricorso, l'applicazione di sanzioni economiche verso la cassa delle ammende.
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