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Ordinanza

Ordinanza n. 4257/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Determinazione Dirigenziale Numero repertorio CA/1812/2026 del 08/07/2026 - Numero protocollo CA/128493/2026 del 08.07.2026 avente ad oggetto: “Decadenza dell'occupazione di suolo pubblico emergenza Covid19, di cui all'istanza protocollo n. CA/2020/104846 del 15/06/2020 e successiva comunicazione di mantenimento protocollo n. CA/2022/161845 del 29/09/2022, a nome della TREVI CAFE' S.r.l. e p.e. del Rappresentante legale Di Vasto Antonio, posta a servizio del locale ubicato in Vicolo Sciarra, 69, per mancato adeguamento al Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, approvato con deliberazione dell'Assemblea capitolina n. 118/2025” notificata a mezzo pec in data 8 luglio 2026.

Giustizia amministrativa202607569

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di decadenza dall'occupazione di suolo pubblico emergenziale Covid-19 per mancata presentazione tempestiva dell'istanza di adeguamento al regolamento comunale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la determinazione con cui Roma Capitale ha dichiarato la decadenza dall'occupazione di suolo pubblico concessa nell'ambito dell'emergenza Covid-19. La decadenza era motivata dal mancato adeguamento al Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, approvato con deliberazione dell'Assemblea capitolina n. 118 del 2025, e in particolare dalla mancata tempestiva presentazione dell'istanza prevista dall'art. 21, comma 2, del regolamento. La ricorrente sosteneva, in sostanza, che le occupazioni di suolo pubblico Covid-19 non fossero equiparabili alle concessioni di suolo pubblico e non fossero quindi soggette all'obbligo di adeguamento previsto per tutte le concessioni esistenti.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto, in base a una valutazione propria della fase cautelare, che il provvedimento impugnato apparisse immune dai vizi denunciati. In particolare, ha interpretato l'art. 21, comma 1, della deliberazione dell'Assemblea capitolina n. 118 del 2025, che si riferisce a tutte le concessioni di suolo pubblico esistenti alla data di entrata in vigore del regolamento, nel senso che tale disciplina comprende anche le occupazioni di suolo pubblico Covid-19. Richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato, il Collegio ha rilevato che, sebbene caratterizzate da una procedura semplificata e dalla possibilità di occupazione immediata, le OSP Covid-19 sono funzionali alla formazione di un titolo concessorio, fondandosi su nuove concessioni o sull'ampliamento di concessioni esistenti. La differenza rispetto alle concessioni ordinarie riguarda quindi la possibilità di occupare immediatamente gli spazi, mentre restano identici i presupposti sostanziali per il conseguimento del beneficio. Ne consegue che anche i titolari di OSP Covid-19 dovevano presentare l'istanza di adeguamento ai parametri della deliberazione n. 118 del 2025. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; il TAR ha deciso la richiesta di sospensione del provvedimento impugnato.

  • art. 21, comma 1, DAC n. 118/2025

    Tutte le concessioni di suolo pubblico esistenti

    La disposizione regolamentare è stata ritenuta applicabile anche alle occupazioni di suolo pubblico Covid-19, in quanto funzionali alla formazione di un titolo concessorio.

  • art. 21, comma 2, DAC n. 118/2025

    Prevede l'istanza di adeguamento ai parametri regolamentari; l'omessa tempestiva presentazione può giustificare la decadenza dall'occupazione di suolo pubblico Covid-19.

Massime di principio

  • Le occupazioni di suolo pubblico attivate nell'ambito della procedura semplificata emergenziale Covid-19, pur consentendo l'occupazione immediata degli spazi, sono funzionali alla formazione di un titolo concessorio e possono essere equiparate alle concessioni di suolo pubblico quanto ai presupposti sostanziali del beneficio.
  • Una disciplina regolamentare riferita a tutte le concessioni di suolo pubblico esistenti può comprendere anche le occupazioni di suolo pubblico Covid-19, quando queste siano sostanzialmente riconducibili a nuove concessioni o all'ampliamento di concessioni esistenti.
  • È legittima, nella fase cautelare, la valutazione secondo cui l'omessa presentazione tempestiva dell'istanza di adeguamento prevista dal regolamento comunale comporta la decadenza dall'occupazione di suolo pubblico emergenziale, se l'obbligo di adeguamento si applica anche a tale tipologia di occupazione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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