Cassazione Penale, Sentenza n. 2044/2025 del 17/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione e violazione di legge in relazione alla eccessiva durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. Il ricorrente ha censurato che il Tribunale ha calcolato la durata della sospensione in base a criteri generici (tipologia del sinistro, circostanze, grado di colpa) senza applicare i parametri previsti dall'art. 218, comma 2, del Codice della Strada (entità del danno, gravità della violazione, pericolo di ulteriore circolazione) e senza fornire la specifica e dettagliata motivazione richiesta quando la misura supera la media edittale.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza limitatamente alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. Ha rilevato che il Tribunale ha usato criteri di valutazione non conformi all'art. 218, comma 2, C.d.S. e che la motivazione sulla durata della sospensione è carente, specie perché la misura non è stata contenuta nei limiti del medio edittale e non è stata adeguatamente spiegata. Pertanto la sentenza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio sul punto al Tribunale di Catania, in diversa composizione.
Norme richiamate
art. 444 c.p.p.
Norma procedurale che disciplina la sentenza emessa ai sensi del rito abbreviato; citata per indicare il tipo di sentenza impugnata.
art. 589-bis c.p.
Norma penale relativa al fatto per cui l'imputato è stato condannato (reato collegato alla circolazione stradale); utilizzata solo per inquadrare il reato principale.
art. 218, comma 2, Codice della Strada
Stabilisce i parametri specifici per la determinazione della durata della sospensione della patente (entità del danno, gravità della violazione, pericolo derivante dalla prosecuzione della circolazione): la Corte ha ritenuto che tale norma debba guidare la motivazione sulla durata della sanzione amministrativa accessoria, distinta dai criteri penali.
art. 222, Codice della Strada
Prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente: la Corte richiama che l'applicazione di questa sanzione richiede la determinazione della durata secondo i parametri di legge specifici.
art. 133 c.p.p.
Norma che disciplina i criteri di determinazione della pena principale: la Corte ha precisato che tali criteri non sono sostitutivi dei parametri speciali previsti dall'art. 218 C.d.S. quando si decide la durata di una sanzione amministrativa accessoria.
Massime di principio
- La durata della sospensione della patente, quando è irrogata come sanzione amministrativa accessoria, deve essere motivata secondo i parametri specifici dell'art. 218, comma 2, C.d.S. (entità del danno, gravità della violazione, pericolo derivante dalla prosecuzione della circolazione) e non secondo i criteri generali di determinazione della pena di cui all'art. 133 c.p.p.
- Le motivazioni relative alla misura della pena penale e a quella della sanzione amministrativa accessoria sono autonome: il giudice deve trattare separatamente la determinazione di ciascuna misura.
- Se la durata della sanzione accessoria eccede la misura media edittale, è richiesta una motivazione specifica e dettagliata del ragionamento seguito; per misure entro o sotto la media è ammesso un richiamo più sintetico ai criteri di legge.
- La carenza di motivazione sulla durata della sospensione può comportare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio al giudice di merito per un nuovo esame limitato alla sanzione amministrativa accessoria.
- In ipotesi analoghe, il difensore dovrebbe sollevare specificamente l'errata applicazione dei parametri dell'art. 218 C.d.S. e la mancata motivazione quando la sospensione supera la media edittale.
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