Cassazione Penale, Sentenza n. 22902/2024 del 06/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto che il motivo non fosse manifestamente infondato, pertanto il rapporto processuale si è perfezionato e, alla data dell'odierna decisione (28/05/2024), è maturato il termine di prescrizione del reato contestato. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'unico motivo di ricorso censura la correttezza della motivazione con cui è stata pronunciata la dichiarazione di responsabilità: la contestazione riguardava il possesso, da parte del ricorrente, dello strumento rinvenuto sull'autovettura sulla quale era trasportato. La Corte d'appello si è limitata ad affermare che Frigerio non aveva negato che lo strumento fosse nella sua disponibilità, senza fornire una motivazione adeguata sul fatto probatorio relativo al possesso.
Norme richiamate
Prescrizione del reato
La prescrizione è maturata durante il pendere del rapporto processuale instaurato dal ricorso e ha estinto il reato, rendendo necessaria l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
Principio dell'obbligo di motivazione della sentenza
La Corte ha ritenuto rilevante che la motivazione della Corte d'appello sui fatti di possesso fosse insufficiente: la semplice affermazione che l'imputato non avesse negato la disponibilità dello strumento non è esaustiva per fondare la dichiarazione di responsabilità.
Massime di principio
- Se la motivazione di una sentenza di condanna è vaga o non affronta adeguatamente questioni probatorie essenziali (es. possesso, causalità), il motivo di impugnazione relativo alla motivazione potrebbe non essere manifestamente infondato e quindi va valutato nel merito.
- Quando un ricorso non è dichiarato manifestamente infondato si costituisce il rapporto processuale e, se nel frattempo matura il termine di prescrizione, la condanna può essere annullata senza rinvio per estinzione del reato.
- La semplice constatazione che l'imputato non abbia negato un fatto non sostituisce una valutazione probatoria motivata: le corti devono spiegare come sono giunte alla ricostruzione dei fatti controversi.
- Per la difesa, mettere in evidenza le carenze motivazionali avverse può portare non solo ad un nuovo esame del merito ma, in presenza di tempi processuali lunghi, anche all'estinzione del reato per prescrizione.
- Per l'accusa, è essenziale fornire motivazioni chiare e circostanziate sui fatti provati e sul loro collegamento con la responsabilità dell'imputato per ridurre il rischio di annullamento in sede di legittimità o conseguente estinzione per prescrizione.
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