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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43661/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente emesso dal GIP il 27/01/2022. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge e motivazione inesistente o apparente in ordine al requisito del "periculum in mora", sostenendo che il riesame non avrebbe motivato specificamente tale requisito; 2) omessa considerazione e mancata valutazione della documentazione difensiva (presunte fatture e documentazione che proverebbero la realtà dei noleggi e la congruità economica), quindi vizio di motivazione e di valutazione delle prove.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo: trattandosi di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (art. 12‑bis d.lgs. n. 74/2000 e art. 321, co. 2, c.p.p.), il giudice del riesame deve verificare la riconducibilità dei beni alle categorie confiscabili, mentre non è richiesta la stessa motivazione sul "periculum in mora" prevista per il sequestro finalizzato alla confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240 c.p. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto che i rilievi difensivi svolgono una critica di merito sulla valutazione probatoria e sulla motivazione del giudice del riesame, profili non sindacabili in sede di ricorso per cassazione avverso ordinanze cautelari salvo vizi di legge o carenze motivazionali radicali: nel caso la motivazione del tribunale del riesame è stata ritenuta completa e coerente. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 12-bis, d.lgs. n. 74 del 2000

    Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.

    Consente la confisca per equivalente e giustifica il sequestro per valore quando non è possibile eseguire il sequestro sui beni che costituiscono il profitto diretto; nel caso ha costituito la base normativa per il sequestro preventivo per valore equivalente.

  • art. 321, comma 2, c.p.p.

    Regola il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; applicato congiuntamente all'art. 12-bis, implica che nel sequestro per equivalente il giudice verifica la riconducibilità dei beni alle categorie confiscabili, non dovendo svolgere una motivazione estesa sul "periculum in mora" come nell'ipotesi di confisca obbligatoria.

  • art. 240 c.p.

    Norma sulla confisca obbligatoria del profitto del reato; richiede, secondo la giurisprudenza (Sezioni Unite), che il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato a tale confisca contenga motivazione anche sul "periculum in mora" se pertinente.

  • artt. 322 e 324 c.p.p.

    Norme procedurali che disciplinano il riesame e l'appello avverso i provvedimenti cautelari, costituendo il titolo processuale per il ricorso al tribunale della libertà impugnato dall'interessato.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende in caso di inammissibilità o manifesta infondatezza del ricorso; utilizzato per irrogare la sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.

  • Cass. Sez. U., n. 36959 del 24/06/2021

    Giurisprudenza richiamata che ha precisato l'obbligo di motivazione sul "periculum in mora" per il sequestro finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 c.p.; nel giudizio in esame la Corte ha distinto tale orientamento dalla fattispecie di confisca per equivalente (art. 12-bis), ritenendo non applicabile il medesimo obbligo motivazionale.

Massime di principio

  • Se il sequestro preventivo è disposto in funzione di una confisca per equivalente (art. 12-bis d.lgs. 74/2000 e art. 321, co. 2, c.p.p.), il giudice deve verificare la riconducibilità dei beni alle categorie suscettibili di confisca; non è richiesta la stessa motivazione sul "periculum in mora" prevista per la confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240 c.p.
  • La pronuncia delle Sezioni Unite sul dovere di motivazione del "periculum in mora" riguarda la confisca obbligatoria (art. 240 c.p.) e non può essere automaticamente estesa alle ipotesi di confisca per equivalente senza un'adeguata distinzione fattuale e normativa.
  • In sede di ricorso per cassazione avverso ordinanze cautelari si possono censurare violazioni di legge o carenze motivazionali radicali; critiche di merito sulla valutazione delle prove o proposte alternative di lettura delle risultanze processuali non sono, di regola, sindacabili.
  • Per contestare efficacemente un sequestro per equivalente è necessario dimostrare vizi di diritto o che la motivazione del provvedimento sia del tutto mancante o incoerente, non semplicemente proporre una diversa interpretazione delle evidenze probatorie.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare la condanna alle spese e a sanzioni (es. somma a favore della cassa delle ammende); è quindi opportuno valutare con attenzione l'ammissibilità e l'autosufficienza delle censure prima di proporre il ricorso.

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