Corte di giustizia, Ordinanza C-360/23
Order of the Court of 11 October 2023. — Tinnus Enterprises LLC v European Union Intellectual Property Office. — Appeal – Community design – Determination as to whether appeals should be allowed to proceed – Article 170b of the Rules of Procedure of the Court of Justice – Request failing to demonstrate that an issue is significant with respect to the unity, consistency or development of EU law – Refusal to allow the appeal to proceed. — Case C-360/23 P
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rifiutato di ammettere a proseguire l’appello di Tinnus Enterprises LLC contro la sentenza del Tribunale in materia di invalidità di un disegno comunitario. Ha ritenuto che i motivi dedotti non dimostrassero l’esistenza di una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione, poiché riguardavano in larga parte valutazioni di fatto e di prova o censure generiche sull’interpretazione dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 6/2002. La Corte ha quindi respinto la richiesta di ammissione e ha posto le spese a carico della ricorrente.
Ricorso per cassazione in materia di disegno comunitario: mancata autorizzazione all’esame dell’impugnazione per assenza di una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione
La questione giuridica
Se l’appello proposto contro una sentenza del Tribunale in materia di disegno comunitario, fondato sull’asserita errata interpretazione dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 6/2002 e su una presunta contraddizione con la giurisprudenza della Corte e del Tribunale, sollevi una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione ai sensi dell’articolo 58a dello Statuto e degli articoli 170a e 170b del regolamento di procedura.
Principio di diritto
L’appello non è autorizzato a proseguire se il ricorrente non dimostra in modo chiaro e dettagliato che i motivi dedotti sollevano una questione di diritto significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. In particolare, affermazioni generali sulla frequenza delle controversie, sulla novità della questione o su asserite valutazioni errate di fatti e prove non bastano; né è sufficiente invocare in modo astratto una difformità rispetto alla giurisprudenza della Corte o del Tribunale senza indicare con precisione la comparabilità delle situazioni e la concreta rilevanza sistemica della pretesa contraddizione.
Norme richiamate
- Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
- Articolo 58a dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
- Articolo 170a del regolamento di procedura della Corte di giustizia
- Articolo 170b del regolamento di procedura della Corte di giustizia
- Articolo 137 del regolamento di procedura della Corte di giustizia
- Articolo 184, paragrafo 1, del regolamento di procedura della Corte di giustizia
- Regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, articolo 8, paragrafo 1
Ricorso in materia di disegno comunitario: mancata ammissione dell’appello
La pronuncia riguarda un appello proposto da Tinnus Enterprises LLC contro una sentenza del Tribunale che aveva respinto il suo ricorso avverso una decisione della Terza Commissione di ricorso dell’EUIPO in un procedimento di nullità relativo a un disegno comunitario. La Corte decide solo sulla richiesta di autorizzazione a procedere dell’appello, prevista per alcune controversie in materia di proprietà intellettuale.
Fatti e procedimento principale
Tinnus Enterprises aveva chiesto al Tribunale l’annullamento e la modifica della decisione dell’EUIPO del 12 luglio 2021, adottata in una controversia di invalidità tra Mystic Products Import & Export, SL e Koopman International BV, da un lato, e Tinnus Enterprises, dall’altro. Il Tribunale, con sentenza del 29 marzo 2023, ha respinto il ricorso; Tinnus Enterprises ha quindi proposto appello alla Corte ai sensi dell’articolo 56 dello Statuto.
Quadro normativo applicabile
La Corte richiama il meccanismo dell’articolo 58a dello Statuto della Corte di giustizia, secondo il quale gli appelli contro decisioni del Tribunale relative a decisioni di una commissione di ricorso dell’EUIPO non possono proseguire se non previa decisione della Corte. L’appello può essere ammesso solo se solleva una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. Sono richiamati anche gli articoli 170a e 170b del regolamento di procedura, che impongono al ricorrente di presentare una domanda specifica e motivata. Sul piano sostanziale, la controversia concerne l’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 6/2002 sui disegni e modelli comunitari.
Motivi addotti dalla ricorrente
A sostegno della domanda di ammissione, Tinnus Enterprises ha sostenuto che il Tribunale avrebbe commesso tre errori nell’applicazione dell’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento n. 6/2002:
- non avrebbe definito il concetto di "features of appearance" e avrebbe impropriamente limitato tali caratteristiche a tre elementi del prodotto;
- avrebbe erroneamente ritenuto insufficiente una domanda di brevetto europeo per dimostrare che la forma cilindrica di un involucro non era dettata esclusivamente da considerazioni tecniche;
- avrebbe mal applicato la giurisprudenza nella causa DOCERAM e non avrebbe dato adeguato rilievo all’esistenza di soluzioni alternative e alla protezione brevettuale. La ricorrente ha inoltre sostenuto che la questione fosse importante per numerosi casi di nullità di disegni comunitari e che vi fossero divergenze tra diverse sezioni del Tribunale.
Ragionamento della Corte
La Corte ricorda anzitutto che incombe al ricorrente dimostrare, con argomentazioni chiare e dettagliate, che i motivi di ricorso sollevano una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. Non basta affermare in termini generali che la questione è frequente o nuova.
La Corte respinge innanzitutto l’argomento secondo cui la questione sarebbe rilevante perché comune a molte controversie in materia di nullità dei disegni: la frequenza dei casi non è, di per sé, un indice della rilevanza sistemica richiesta dall’articolo 58a dello Statuto.
Quanto alla pretesa novità delle questioni relative al concetto di "features of appearance" e alla distinzione tra caratteristiche dettate dalla funzione tecnica e caratteristiche dettate "esclusivamente" da tale funzione, la Corte osserva che la mera assenza di una precedente pronuncia non basta. Il ricorrente deve spiegare in che modo la questione incida sullo sviluppo del diritto dell’Unione, cosa che nel caso di specie non è stato fatto.
La Corte rileva poi che varie censure riguardano la valutazione di circostanze e prove da parte del Tribunale, come la delimitazione degli elementi da considerare, il valore probatorio della domanda di brevetto e la rilevanza delle soluzioni alternative. Tali censure hanno natura fattuale e non sono idonee, in quanto tali, a dimostrare l’esistenza di una questione di diritto significativa.
Infine, la Corte ritiene insufficiente anche l’argomento secondo cui il Tribunale avrebbe disapplicato DOCERAM o contraddetto la propria giurisprudenza precedente. Una simile allegazione, in termini generali, non soddisfa gli oneri di precisione richiesti: il ricorrente deve indicare chiaramente la comparabilità delle situazioni e la concreta portata della pretesa contraddizione, cosa che non è avvenuta.
Decisione e spese
La Corte conclude che la domanda non è idonea a dimostrare che l’appello sollevi una questione significativa per l’unità, la coerenza o lo sviluppo del diritto dell’Unione. L’appello non è quindi autorizzato a proseguire. Poiché l’ordinanza è stata adottata prima della notificazione dell’impugnazione alle altre parti, la Corte dispone che Tinnus Enterprises sopporti le proprie spese.
Principi affermati
La pronuncia ribadisce che il filtro di ammissibilità degli appelli in materia EUIPO richiede una dimostrazione rigorosa e specifica della rilevanza sistemica della questione di diritto. Censure che investono soprattutto l’apprezzamento dei fatti, delle prove o la mera applicazione di principi giurisprudenziali a un caso concreto non sono, di regola, sufficienti per superare tale filtro.
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