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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18657/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che aveva rigettato l'incidente di esecuzione volto a sospendere e revocare l'ordine di demolizione di un manufatto sito a Giugliano in Campania, realizzato da ZANNELLI Antonietta e dal defunto MENNILLO Giovanni e per il quale era stata emessa sentenza penale irrevocabile. I ricorrenti hanno sostenuto che erano state presentate due distinte istanze di sanatoria (una per l'abitazione e il locale deposito al piano rialzato presentata dalla ZANNELLI e una per l'abitazione al primo piano presentata da MENNILLO Emilia), ciascuna con volumetria inferiore ai 750 mc, per cui il rilascio del provvedimento di sanatoria doveva ritenersi legittimo. Hanno poi lamentato carenze istruttorie della Corte territoriale dovute alla ricostruzione dei fascicoli dopo un incendio comunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ritenendo manifestamente infondata la censura relativa alla legittimità delle istanze di sanatoria. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo il quale la presentazione di plurime istanze di sanatoria riferite a unità distinte ma riconducibili a un'unica costruzione e a un unico centro sostanziale di interesse costituisce un artificioso frazionamento della domanda e comporta l'aggregazione delle volumetrie ai fini del limite normativo. Nel caso di specie il capo di imputazione penale accertava l'esistenza di un unico manufatto completato su più piani, per cui le istanze distinte erano artificiose. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • decreto-legge 30 novembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre 2003, n. 326 (condono edilizio)

    La Corte applica l'indirizzo interpretativo secondo cui, nei casi di nuova costruzione ascrivibile a un unico soggetto, la presentazione di più istanze di sanatoria relative a unità distinte con volumetria inferiore a 750 mc costituisce artificioso frazionamento e impone l'aggregazione delle volumetrie ai fini della valutazione della concedibilità della sanatoria.

  • legge 28 febbraio 1985, n. 47 (artt. 6 e 38, comma 5) richiamata dall'art. 39, comma 6 della legge 23 dicembre 1994, n. 724

    Richiamata per il principio già affermato nei precedenti condoni: in assenza di divisione o costituzione di un diritto autonomo su porzioni dell'immobile, la presentazione di distinte istanze da diversi soggetti legittimati costituisce frazionamento artificioso della domanda e non consente di eludere i limiti volumetrici previsti dalla normativa sul condono.

Massime di principio

  • Quando più istanze di sanatoria riguardano porzioni di un unico manufatto riconducibile a un unico centro sostanziale di interesse, le autorità e i giudici aggregano le volumetrie e possono ritenere il frazionamento artificioso per impedire l'elusione dei limiti normativi.
  • Per evitare che le istanze vengano considerate artificiose è necessario dimostrare l'effettiva autonomia delle singole porzioni (es. divisione catastale, costituzione di diritti reali distinti, atti formali di frazionamento) e che le costruzioni non siano riconducibili a un'unica iniziativa edilizia.
  • La presenza di una precedente accertamento (anche penale) che descriva l'opera come un unico manufatto pesa fortemente contro la tesi del frazionamento legittimo.
  • La perdita o ricostruzione di documenti a causa di eventi (es. incendio) non solleva automaticamente dalla necessità di provare l'autonomia delle istanze; la Corte può basarsi su atti processuali e su elementi probatori rilevanti già presenti negli atti.
  • Se le istanze di sanatoria sono presentate da soggetti realmente autonomi e le parti edilizie sono effettivamente distinte e separate nella proprietà e nella funzione, è più probabile che le richieste siano esaminate singolarmente senza aggregazione delle volumetrie.

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