Cassazione Penale, Sentenza n. 17065/2022 del 02/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 25/02/2020 che aveva confermato, riqualificando il fatto in tentativo, la responsabilità penale del ricorrente per il reato previsto dall'art. 615-bis c.p. (illecito procacciamento di immagini/notizie), concedendo le circostanze attenuanti generiche in equivalenza all'aggravante e riducendo la pena. La difesa propone tre motivi: 1) violazione ed erronea applicazione della legge penale (art. 56 c.p.) e vizio nella valutazione delle prove ai sensi dell'art. 192 c.p.p., deducendo l'inidoneità della condotta o la non punibilità ex art. 49 c.p. (reato impossibile) e chiedendo l'assoluzione; 2) vizio di motivazione per argomentazioni ritenute illogiche e contraddittorie con le risultanze istruttorie; 3) vizio di motivazione per aver fondato la responsabilità su prove tra loro contrastanti (testimonianze e consulenza di parte).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello e quella del Tribunale formassero un corpo unico argomentativo, valutando correttamente la prova. Ha condiviso la riqualificazione in tentativo perché l'installazione e la collocazione delle apparecchiature (porta carta igienica e di fronte al WC) erano univocamente idonee a procurare immagini/notizie, benché non sia stato dimostrato il concreto procacciamento delle immagini. Ha escluso il reato impossibile ex art. 49 c.p. poiché l'inidoneità degli atti non era assoluta e originaria. Ha ritenuto inammissibili e infondate le censure sui presunti contrasti probatori e sul consulente della difesa, richiamando il divieto di riesame del merito probatorio in Cassazione salvo travisamento. Di conseguenza il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende e alla refusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (euro 2.560,76 per ciascuna), oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 615-bis cod. pen.
Norma che punisce l'illegittimo procacciamento, registrazione o diffusione di immagini o notizie riguardanti la vita privata altrui; la Corte ha ritenuto configurabile il tentativo quando sono posti in essere atti idonei e univocamente diretti al procacciamento delle immagini/notizie anche se non è dimostrato l'effettivo acquisizione.
art. 56 cod. pen.
Definisce il tentativo; la Corte ha applicato il concetto secondo cui il tentativo si realizza quando l'agente compie atti idonei diretti in modo univoco alla consumazione del delitto, pur non conseguendo l'evento.
art. 49 cod. pen.
Regola il reato impossibile per inidoneità assoluta dell'azione; la Corte ha escluso che il caso fosse di reato impossibile perché l'inidoneità non era strutturale o assoluta ma valutata ex ante come potenzialmente idonea.
art. 192 cod. proc. pen.
Norma sul libero convincimento del giudice sulla base della prova; la Corte ha ritenuto che la valutazione delle prove fosse logica e congrua e quindi non sindacabile in cassazione salvo travisamento.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Previsione dei motivi di cassazione: b) violazione o falsa applicazione di legge penale; e) vizio motivazionale. La Corte ha ritenuto le censure previste inefficaci perché non hanno dimostrato né errore di diritto né un vizio motivazionale tale da rendere il ricorso ammissibile.
art. 81, comma 2 e art. 61, comma 1, n.11 cod. pen.
Riferimenti rispettivamente alla continuazione o concorso di reati (art.81) e alle circostanze attenuanti/aggravanti (art.61 n.11): la Corte d'appello aveva concesso le attenuanti generiche in equivalenza all'aggravante, riducendo la pena; la Cassazione non ha modificato tale valutazione.
Massime di principio
- La configurabilità del tentativo va valutata sulla base dell'idoneità potenziale e univoca degli atti compiuti dall'agente rispetto al proposito criminoso; non è necessario che l'evento (es. immagini effettivamente acquisite) si sia verificato.
- Il reato impossibile ex art. 49 c.p. richiede un'inidoneità assoluta, strutturale e originaria del mezzo o dell'azione; se l'azione poteva ragionevolmente riuscire, si configura tentativo e non impossibilità.
- In cassazione il sindacato sulla valutazione delle prove è molto limitato: il giudice di legittimità verifica la coerenza e la logicità della motivazione, non riesamina libere valutazioni di merito a meno che non sia provato un travisamento probatorio.
- Quando la Corte d'appello riprende e integra la motivazione del primo grado in termini omogenei, le due decisioni formano un unico corpo argomentativo e la Cassazione richiede motivazioni solide per disancorare tale continuità.
- Contrasti tra consulenze tecniche o tra testimonianze sono tipicamente risolvibili in sede di merito; la parte che impugna in Cassazione deve evidenziare errori giuridici o incongruenze logiche, non semplici preferenze valutative.
- La riqualificazione del fatto (es. da consumato a tentativo) è lecita se motivata sulla base degli elementi acquisiti; le conseguenze sanzionatorie (mitigazione della pena, applicazione di circostanze in equivalenza) rimangono valutazioni del giudice di merito condivisibili in assenza di vizi logico-giuridici.
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