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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35918/2022 del 23/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugna la sentenza del G.i.p. del 29/07/2021 per omissione della pronuncia sulla confisca dei beni, sostenendo l'obbligatorietà della confisca dei beni costituenti il profitto o il prezzo del reato o del loro valore equivalente, sequestrati con decreto del G.i.p. di Nola dell'8/03/2021

La decisione

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività. La sentenza del G.i.p. è stata pronunciata e motivata il 29/07/2021; la comunicazione alla Procura generale è stata eseguita il 27/08/2021. Considerata la sospensione feriale (fino al 31/08/2021), il termine di 30 giorni per proporre il ricorso (art. 585, comma 1, lett. b, c.p.p.) sarebbe scaduto il 30/09/2021. Il ricorso è stato invece depositato il 7/12/2021, oltre il termine, per cui è stato dichiarato inammissibile senza esame del merito relativo alla confisca

Norme richiamate

  • art. 444 c.p.p.

    Disciplina dell'applicazione della pena su richiesta delle parti; contesto procedurale della sentenza impugnata

  • art. 606, primo comma, lett. b) c.p.p.

    Motivazione di massima invocata nel ricorso per presunta violazione di norme penali rilevanti ai fini della cassazione

  • art. 585, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Stabilisce il termine di trenta giorni per l'impugnazione della sentenza ai sensi dell'art. 544, comma 2 (termine decorre dalla comunicazione dell'avviso di deposito con estratto alla Procura generale)

  • art. 544, comma 2 c.p.p.

    Si riferisce alla situazione in cui la sentenza è pronunciata senza motivazione contestuale e la motivazione è depositata nello stesso giorno, richiamata per la determinazione del termine di impugnazione

  • art. 240-bis c.p.

    Norma menzionata dal ricorrente nel quadro delle norme rilevanti ai fatti di reato; nessuna applicazione decisoria operata in ordine alla tardività

  • art. 322-ter c.p.

    Norma richiamata dal ricorrente tra quelle costituenti oggetto di censura; la Corte non è entrata nel merito per via dell'inammissibilità

  • art. 648-bis c.p.

    Norma sul riciclaggio citata tra i reati per i quali si contestava la necessità di confisca; non è stata esaminata nel merito

  • art. 416 c.p.

    Norma sull'associazione per delinquere indicata tra i capi contestati nella sentenza impugnata; non valutata nel merito dalla Corte

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma fiscale richiamata tra i reati contestati (delitti fiscali), richiamata nel ricorso ma non esaminata per sopravvenuta inammissibilità

Massime di principio

  • Verificare sempre la data di effettiva comunicazione dell'avviso di deposito: il termine di impugnazione decorre dalla comunicazione alla parte interessata (anche per la Procura generale) e non solo dalla data di deposito o pronuncia
  • Nel caso di pronuncia senza motivazione contestuale con deposito della motivazione nello stesso giorno, si applica il termine speciale di 30 giorni previsto dall'art. 585, comma 1, lett. b); rispettare rigorosamente tale termine è essenziale per evitare l'inammissibilità
  • La sospensione feriale dei termini (vacanze giudiziarie) incide sul calcolo delle scadenze: va considerata per determinare la data ultima utile
  • Se l'impugnazione è tardiva, il giudice dichiara l'inammissibilità senza entrare nel merito delle questioni sostanziali (es. obbligatorietà della confisca); dunque, anche questioni di forte rilievo sostanziale possono essere precluse da vizi formali di tempestività
  • Per contestazioni su misure patrimoniali obbligatorie (confisca) è consigliabile agire tempestivamente e, se possibile, sollevare la questione già nel procedimento di primo grado o impugnare entro i termini previsti per evitare la perdita del diritto di sindacato

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