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Ordinanza

Ordinanza n. 327/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601188

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Aggiudicazione al RTI composto da Società Cooperativa Culture e Meridiana S.r.l. della concessione delle biglietterie e dei servizi aggiuntivi nella Valle dei Templi di Agrigento e nei siti collegati, unitamente agli atti di gara e alla valutazione del self cleaning e dell’affidabilità dell’offerta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione e gli atti della procedura, contestando in particolare la valutazione di irrilevanza di una sanzione AGCM irrogata alla mandataria del RTI aggiudicatario, il riconoscimento dell’idoneità delle misure di self cleaning adottate dalla stessa concorrente, la valutazione di affidabilità del piano economico-finanziario e di congruità dell’offerta, nonché gli atti relativi alla nomina e alle operazioni valutative della commissione di gara. È stata chiesta, in via cautelare, la sospensione dell’efficacia degli atti impugnati e, nel merito, l’annullamento dell’aggiudicazione, la dichiarazione di inefficacia del contratto eventualmente stipulato e la reintegrazione in forma specifica mediante affidamento del servizio al ricorrente, con accertamento del diritto al subentro.

La decisione

Il TAR, con valutazione propria della fase cautelare, ha respinto l’istanza di sospensione. Ha ritenuto che il ricorso non risultasse assistito da sufficiente fumus boni iuris, tenuto conto delle difese dell’Amministrazione, né da periculum in mora, considerando la natura pluriennale dell’affidamento. Il Collegio ha fissato la trattazione del merito all’udienza pubblica del 22 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in complessivi euro 1.500,00, oltre spese generali e accessori di legge, in favore delle Amministrazioni resistenti; nulla è stato disposto a titolo di spese nei confronti delle controinteressate non costituite.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; l’istanza di sospensione è stata respinta per insufficienza sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora.

  • art. 120 c.p.a.

    Richiamato quale disposizione applicabile al rito relativo alle controversie concernenti le procedure di affidamento di contratti pubblici.

  • art. 30 c.p.a.

    Indicato a fondamento della domanda di reintegrazione in forma specifica, dichiarazione di inefficacia del contratto e subentro, senza che tali domande siano state decise nel merito.

  • art. 51 d.lgs. 36/2023

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità del presidente e dei commissari della commissione di gara.

  • d.P.R. 445/2000

    Richiamato in relazione alla sottoscrizione della dichiarazione sostitutiva concernente l’assenza di cause di incompatibilità.

  • d.P.R. 62/2013

    Richiamato in relazione alla dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità del presidente della commissione di gara.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare relativa a una procedura di affidamento, la sospensione degli atti presuppone la concorrente sussistenza di un fumus boni iuris sufficiente e di un periculum in mora concreto; l’insufficienza di uno solo dei due presupposti giustifica il rigetto dell’istanza.
  • La natura pluriennale dell’affidamento costituisce un elemento rilevante nella valutazione del periculum in mora, ma nel caso concreto non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare il pericolo cautelare prospettato dal concorrente.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieGrave illecito professionale
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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