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Sentenza

Sentenza del 11/03/2020 n. 6836 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della CTR che aveva ritenuto legittima la pretesa contributiva del Consorzio per l'anno 2007, sostenendo che il pagamento dei contributi di bonifica non può essere imposto "per la sola esistenza dell'immobile nel comprensorio" ma deve essere correlato al beneficio effettivo o almeno potenziale derivante dalle opere di bonifica; inoltre contestava l'assenza o la necessità del piano di classifica e la ripartizione dell'onere della prova, nonché sollevava questione di legittimità costituzionale della L.R. Calabria n.11/2003, art.23.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, ha cassato la sentenza impugnata della CTR e, decidendo nel merito, ha accolto l'originario ricorso del contribuente contro la cartella di pagamento. La Corte ha richiamato e applicato la pronuncia della Corte costituzionale (Corte Cost. n.188/2018) che aveva dichiarato l'illegittimità dell'art.23, comma 1, lett. a) della L.R. Calabria n.11/2003 nella parte che prevedeva il contributo "indipendentemente dal beneficio fondiario", affermando che la contribuzione tributaria consortile richiede la sussistenza del beneficio concreto (o della effettiva fruibilità) dell'opera; compensazione delle spese di lite.

Norme richiamate

  • cod. civ., art. 860

    stabilisce che i proprietari entro il comprensorio contribuiscono alle spese in ragione del beneficio che traggono dalla bonifica; la Corte ha richiamato il principio secondo cui l'obbligo contributivo è correlato al beneficio fondiario

  • R.D. 12/2/1933, n. 215 (art. 10, 11, 12, 21, 59)

    normativa storica sul funzionamento dei consorzi e sulla contribuzione di bonifica, invocata dalle parti; la decisione richiama tali disposizioni nel più ampio quadro regolatorio ma pone come principio vincolante la correlazione beneficio-contribuzione

  • L.R. Calabria 23 luglio 2003, n.11, art. 23, comma 1, lett. a)

    prevedeva che il contributo consortile fosse dovuto "indipendentemente dal beneficio fondiario"

    la Corte costituzionale ha dichiarato tale disposizione incostituzionale nella parte indicata perché contrastante con i principi costituzionali (art.119 e art.53 Cost.); pertanto la norma regionale non poteva giustificare l'imposizione senza verifica del beneficio

  • cod. civ., art. 2697

    norma sull'onere della prova; la Corte precisa che l'onere probatorio varia: se esiste un piano di classifica regolarmente approvato e l'immobile è valutato in esso, grava sul contribuente contestare la legittimità; in assenza di piano o di valutazione, grava sul consorzio provare l'effettivo beneficio

  • cod. proc. civ., art. 350

    richiamata in relazione all'obbligo di motivazione su punti decisivi della controversia; la Corte valuta eventuali omissioni motivazionali segnalate dal ricorrente

  • cod. proc. civ., art. 360

    richiamato come parametro di impugnazione per vizio di motivazione e violazione di norme nella decisione di merito

  • cod. proc. civ., art. 2697

    richiamata in tema di ripartizione dell'onere della prova (vedi art.2697 c.c.)

  • Corte Costituzionale, sent. 19 ottobre 2018, n. 188

    ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione regionale che consentiva l'imposizione "indipendentemente dal beneficio fondiario", affermando l'esigenza che l'obbligo contributivo fiscale sia correlato alla capacità contributiva derivante dal beneficio concreto o dalla fruibilità dell'opera

Massime di principio

  • Il contributo di bonifica ha natura tributaria e può essere imposto solo se sussiste un vantaggio concreto o almeno la fruibilità concreta per il fondo: la legge regionale non può stabilire l'obbligo "indipendentemente dal beneficio".
  • Se esiste un piano di classifica regolarmente approvato e l'immobile è valutato in esso, grava sul contribuente l'onere di contestare la legittimità o il contenuto della valutazione; in mancanza di piano o di valutazione dell'immobile, è il consorzio che deve provare l'inclusione nel perimetro di contribuenza e l'effettivo beneficio derivato dalle opere.
  • L'assenza del piano generale di bonifica o la mancata previsione di specifiche opere comporta che il consorzio, per ottenere la contribuzione, debba dimostrare non solo l'esecuzione delle opere ma anche il vantaggio diretto e specifico per il fondo.
  • Una norma regionale che pretende l'imposizione del contributo senza correlazione al beneficio può essere censurata per contrasto con i principi costituzionali (capacità contributiva, art.53; autonomia degli enti locali non può comprimere i diritti fiscali fondamentali).
  • La motivazione della cartella di pagamento e degli atti di imposizione deve contenere gli elementi essenziali, ma la legittimità sostanziale dell'imposizione dipende dalla prova del beneficio o dalla regolarità del piano di classifica.
  • In presenza di pronuncia di illegittimità costituzionale intervenuta durante il giudizio, la Corte può applicarla al rapporto pendente e condurre alla cassazione della decisione di merito che si fondava sulla norma illegittima; le spese possono essere compensate in tali ipotesi.

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