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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28343/2025 del 01/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che lo ha condannato per il reato di estorsione (pena di 3 anni di reclusione e multa di euro 2.400, con declaratoria di prescrizione per il capo F e assoluzione per il capo G). Contesta l'applicazione della qualificazione giuridica di estorsione (chiedendo implicitamente la riqualificazione in truffa), deduce che l'azione non sarebbe frutto di specifica organizzazione, che il danno economico sarebbe di entità esigua e che i precedenti penali che gravano sull'imputato sono stati valutati in modo ingiustificato. Sollecita l'annullamento del provvedimento impugnato.

La decisione

La Corte di Cassazione, nella parte riportata, ritiene il primo motivo di ricorso aspecifico e manifestamente infondato. Conferma la correttezza della valutazione dei giudici di merito circa la sussistenza del reato di estorsione, ritenendo infondata la richiesta di riqualificazione in truffa: la truffa richiede un rapporto patrimoniale instaurato e l'apparente giustificazione dell'arricchimento, mentre nell'estorsione prevalgono la costrizione e l'illiceità della pretesa. La Corte esclude altresì l'applicabilità della fattispecie attenuata per lieve entità alla fattispecie concreta, considerata la gravità complessiva del comportamento. Tuttavia la decisione dei giudici di merito viene richiamata in relazione a un profilo di diritto: la Cassazione osserva il contrasto con l'orientamento consolidato secondo cui, in caso di reato continuato e di impugnazione proposta dal solo imputato con declaratoria di estinzione per prescrizione dei reati satellite, il giudice d'appello deve procedere alla decurtazione degli aumenti derivanti dai reati estinti; tale principio è richiamato (Sez. 5, n. 44088 del 09/05/2019, Dzemaili Redzep). Nella porzione di testo fornita la Cassazione respinge i motivi principali relativi alla riqualificazione e alla lieve entità e richiama il principio di diritto sul corretto calcolo della pena in presenza di reati estinti per prescrizione, senza però riportare la decisione finale completa nella parte fornita.

Norme richiamate

  • giurisprudenza della Cassazione (Sez. 5, n. 44088 del 09/05/2019, Dzemaili Redzep)

    Sez. 5, n. 44088 del 09/05/2019, Dzemaili Redzep

    Principio secondo cui, nel reato continuato, se l'impugnazione è proposta dal solo imputato e vi è declaratoria di estinzione per prescrizione dei reati satellite, il giudice di appello non può confermare la pena complessiva senza procedere alla decurtazione degli aumenti derivanti dai reati estinti

  • distinzione tra estorsione e truffa (interpretazione giurisprudenziale)

    La truffa presuppone l'instaurazione di un rapporto patrimoniale che renda apparentemente giustificato l'arricchimento; l'estorsione si caratterizza per la costrizione e l'illiceità della pretesa, indipendentemente dalla prospettazione di un male immaginario

  • principio sulla lieve entità

    La circostanza attenuante della lieve entità non è applicabile quando la modalità esecutiva e la gravità complessiva della condotta escludono che il fatto sia di scarsa rilevanza

Massime di principio

  • Non è sufficiente l'elemento del danno economico esiguo per trasformare un'accusa di estorsione in truffa: occorre verificare la natura del rapporto tra offeso e agente e la presenza di costrizione o inganno nel senso tecnico richiesto dalla fattispecie di truffa
  • Per qualificare il reato come estorsione è decisiva la condotta di costrizione e l'illiceità della pretesa; le minacce idonee a coartare la volontà della vittima sono elemento centrale
  • La circostanza attenuante della lieve entità non si applica quando la modalità esecutiva e la gravità complessiva del comportamento ne escludono i presupposti
  • Nel calcolo della pena per reato continuato, se alcuni reati satellite si estinguono per prescrizione e l'appello è proposto solo dall'imputato, il giudice d'appello deve rideterminare la pena complessiva decurtando gli aumenti riferibili ai reati estinti; la mancata decurtazione è vizio rilevante di diritto
  • In cassazione è necessario proporre motivi specifici e dettagliati: censure aspecifiche o generiche sono spesso dichiarate manifestamente infondate

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