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Sentenza

Sentenza n. 128/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Campobasso, Sezione Lavoro, n. 214/2024 del 19.06.2024, resa nel giudizio n. 872/2023 R.G..

Giustizia amministrativa202500335

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Campobasso, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della carta del docente e condannato il Ministero al pagamento delle somme spettanti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti precarie)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno agito in ottemperanza sul presupposto del passaggio in giudicato della sentenza civile che aveva accertato il loro diritto al beneficio della carta del docente per gli anni scolastici indicati nel giudizio di cognizione, condannando il Ministero all'attribuzione di euro 2.000,00 in favore della prima ricorrente e di euro 1.500,00 in favore della seconda, oltre interessi o rivalutazione fino all'effettivo soddisfo. Hanno dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e chiesto l'ordine di esecuzione, nonché la nomina di un commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inerzia. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e ha depositato un prospetto relativo a un asserito pagamento in favore di una delle ricorrenti, contestato dalle interessate, che hanno dichiarato il perdurante mancato adempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha verificato l'ammissibilità dell'ottemperanza sulla base dell'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza civile e della notificazione all'Amministrazione di copia conforme del titolo. Ha ritenuto applicabile la disciplina dell'art. 475 c.p.c., come modificato dal d.lgs. 149/2022 e dalla l. 197/2022, secondo cui, per le sentenze emesse dal 28 febbraio 2023, non è più necessaria la spedizione in forma esecutiva, essendo sufficiente la copia attestata conforme all'originale. Ha inoltre affermato che una sentenza del giudice ordinario del lavoro rientra tra i titoli suscettibili di esecuzione mediante il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a. Ha ordinato al Ministero di mettere a disposizione delle ricorrenti la carta del docente, o altro strumento equipollente, per gli anni indicati nel giudicato, rispettivamente per euro 2.000,00 e euro 1.500,00, oltre interessi o rivalutazione fino all'effettivo soddisfo, entro 40 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza se anteriore. Per l'eventuale persistente inadempimento ha nominato commissario ad acta il direttore generale ministeriale competente, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli un ulteriore termine di 40 giorni dalla richiesta delle ricorrenti. Il Ministero è stato altresì condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di adottare i provvedimenti necessari a dare esecuzione al giudicato.

  • art. 112, comma 1, lett. c), c.p.a.

    al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato

    Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'amministrazione di conformarsi anche a un giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario.

  • art. 475 c.p.c.

    Le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti dell'autorità giudiziaria, nonché gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale, per valere come titolo per l'esecuzione forzata, ai sensi dell'articolo 474, per la parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento o stipulata l'obbligazione, o per i suoi successori, devono essere rilasciati in copia attestata conforme all'originale, salvo che la legge disponga altrimenti

    A seguito delle modifiche applicabili dal 28 febbraio 2023, per portare a esecuzione una sentenza non è necessaria la spedizione del titolo in forma esecutiva; è sufficiente la notificazione di una copia conforme all'originale.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149

    Ha introdotto le modifiche all'art. 475 c.p.c. relative alla forma del titolo esecutivo giudiziale.

  • l. 29 dicembre 2022, n. 197

    Ha modificato la disciplina introdotta dal d.lgs. 149/2022, confermando il regime della copia conforme quale formalità sufficiente per l'esecuzione.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione di un giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario, quando il titolo contiene un obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi alla decisione nel caso concreto.
  • Ai fini dell'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario emessa dopo il 28 febbraio 2023, non è necessaria la spedizione del titolo in forma esecutiva: la notificazione all'amministrazione debitrice di una copia attestata conforme all'originale è sufficiente a integrare le formalità richieste.
  • Quando il giudicato impone all'amministrazione un obbligo di pagamento o di attribuzione di un beneficio e l'amministrazione rimane inadempiente, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione entro un termine perentorio e nominare contestualmente un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un obbligo pecuniario, l'amministrazione deve eseguire il titolo nei limiti esatti delle somme riconosciute dal giudicato, compresi gli accessori espressamente previsti fino all'effettivo soddisfo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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