Sentenza del 23/09/2020 n. 19936 - Corte di Cassazione
Contributo in conto impianti -Illecitamente ottenuto - Tassazione - Ammissibile
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia relativa alla tassazione di un contributo pubblico ex lege 488/1992 (contributo in conto impianti) percepito dalla società per lavori di adeguamento/realizzazione di un complesso alberghiero. L'Amministrazione fiscale ha ritenuto che le fatture relative ai lavori fossero soggettivamente inesistenti (perché emesse da ditte prive di mezzi/personale) e che la percezione del contributo fosse conseguenza di una condotta illecita; perciò ha: a) riqualificato il contributo come sopravvenienza attiva tassabile per cassa nell'anno di incasso; b) disconosciuto la deducibilità dei costi sostenuti e la detraibilità dell'IVA; c) rettificato ricavi in relazione a documentazione extracontabile rinvenuta. I contribuenti hanno impugnato l'avviso sostenendo, tra l'altro, che il contributo fosse contributo in conto impianti da tassare per competenza (risconto passivo/ammortamento), che i costi fossero deducibili e che l'onere probatorio e i limiti probatori non fossero rispettati.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato estinto il giudizio nei confronti della S. della G. s.r.l. (RH) perché la società ha definito e pagato i carichi mediante le procedure di definizione agevolata. Quanto agli ex soci (T. P., A. G. S., S. P.) la Corte ha parzialmente accolto il ricorso: ha cassato la sentenza impugnata limitatamente ai profili relativi al trattamento fiscale del contributo ex l. n. 488/1992 e alla non inerente deducibilità dei costi, decidendo nel merito che il contributo in conto impianti mantiene la sua natura collegata all'acquisto di beni ammortizzabili e deve essere tassato secondo il principio di competenza (vale a dire in correlazione con le quote di ammortamento) anche se la percezione sia avvenuta in modo illecito; ne consegue l'illegittimità parziale del recupero a tassazione operato dall'Amministrazione (sopravvenienza attiva e disconoscimento dei costi). Restano invece confermati gli altri rilievi dell'Ufficio: la mancata detrazione IVA per coinvolgimento nella frode (per i motivi di consapevolezza/negligenza accertati) e la rettifica dei ricavi sulla base della documentazione extracontabile; per la soccombenza parziale le spese sono compensate.
Norme richiamate
legge n. 488/1992
Fonte del contributo erogato per investimenti turistici; il contributo erogato 'ex lege' destinato all'acquisto di beni ammortizzabili mantiene la qualificazione fiscale di contributo in conto impianti.
art. 14, comma 4, legge 24/12/1993 n. 537
"i relativi redditi sono determinati secondo le disposizioni riguardanti ciascuna categoria"
Rende tassabili i proventi derivanti da attività illecite ma impone che tali proventi siano inquadrati nella categoria di reddito prevista dall'art. 6 TUIR; la norma non cambia la modalità di tassazione prevista per la categoria (es.: principio di competenza per i contributi in conto impianti).
art. 14, comma 4-bis, legge n. 537/1993
Disciplina la disciplina dei componenti negativi del reddito in caso di operazioni soggettivamente inesistenti: permette la deducibilità dei costi correlati (nei limiti dei principi di inerenza, effettività ecc.) salvo ricorrano specifiche situazioni fraudolente che escludano la detrazione dell'IVA.
art. 88 TUIR (ex art. 55)
Principio che distingue i contributi in conto capitale e i contributi in conto impianti: i contributi in conto impianti destinati a beni ammortizzabili non sono sopravvenienze attive ma concorrono al reddito secondo il processo di ammortamento (competenza).
art. 6 TUIR
Elenca le categorie di reddito; per applicare art. 14 comma 4 occorre che il provento illecito sia inquadrabile in una delle categorie previste dall'art. 6 (es. reddito d'impresa).
art. 19 DPR 633/1972
Norma sull'IVA: la detrazione dell'IVA è esclusa quando l'acquirente ha partecipato o poteva conoscere la frode; la Corte ha ritenuto corretta la negazione della detrazione quando sussistono elementi oggettivi che dimostrano la consapevolezza o la colpevole negligenza del cessionario/committente.
d.lgs. n. 74/2000, art. 1
Stabilisce la rilevanza penale dell'inesistenza soggettiva delle fatture; la Corte osserva che le conclusioni penali non vincolano il giudice tributario, il quale ha autonomia probatoria.
art. 115 cod. proc. civ.
Disciplina la valutazione delle prove; la Corte ricorda che il giudice tributario deve esaminare le prove e può ritenere inidonee prove penali rispetto al quadro probatorio tributario, purché motivi la scelta.
art. 2697 cod. civ.
Onere della prova: la Corte conferma che l'onere è stato posto correttamente a carico dell'Amministrazione per l'accertamento dei ricavi non dichiarati e che il giudice di merito ha valutato la documentazione extracontabile come prova presuntiva grave, precisa e concordante.
d.l. n. 16/2012 (art. 8) e successiva conversione
Ha introdotto modifiche operative all'art. 14 (comma 4-bis) e la Corte ricorda che la disciplina favorevole sulla deducibilità dei costi in presenza di operazioni soggettivamente inesistenti si applica anche retroattivamente (art. 8, comma 3).
Massime di principio
- Un contributo in conto impianti erogato per l'acquisizione di beni ammortizzabili mantiene fiscalmente tale natura anche se la percezione è avvenuta per fatti illeciti: la tassazione segue il principio di competenza (correlazione con quote di ammortamento) e non può essere trasformata automaticamente in sopravvenienza attiva per cassa.
- L'art. 14, comma 4 (tassazione dei proventi illeciti) impone solo che il provento sia inquadrabile in una categoria di reddito prevista dall'art. 6 TUIR; non instaura nuove modalità di imposizione né varia il criterio temporale applicabile alla categoria di reddito interessata.
- I costi sostenuti in relazione a operazioni soggettivamente inesistenti possono rimanere deducibili se risultano effettivamente inerenti e conformi ai principi del TUIR (effettività, inerenza, competenza, certezza), anche se il contribuente fosse consapevole dell'origine fraudolenta, salvo i casi in cui la fattispecie si inserisca in un meccanismo fraudolento che renda ineleggibile la deduzione.
- La rettifica IVA (negazione della detrazione) può essere legittima quando l'Amministrazione dimostra - anche per presunzioni gravi, precise e concordanti - la consapevolezza o la colpevole negligenza del cessionario/committente nella partecipazione alla frode; non basta l'inesistenza soggettiva del fornitore se non sussistono elementi che indichino la partecipazione/consapevolezza dell'acquirente.
- Le risultanze di giudizi penali o amministrativi non sono automaticamente vincolanti nel giudizio tributario: il giudice tributario ha autonomia probatoria e può valorizzare o escludere le stesse prove rispetto al quadro probatorio tributario, purché motivi la decisione.
- In caso di definizione agevolata e pagamento integrale dei carichi, il giudizio può estinguersi per la parte dell'ente che ha definito; per i soggetti rimasti in causa, la Corte può decidere nel merito se dall'esame giuridico emerga l'illegittimità parziale dell'accertamento.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 132 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia Giulia
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 184 - Comm. Trib. Prov. Reggio Emilia
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 583 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 1953 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 1955 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
- Sentenza · 23 set 2020Sentenza del 23/09/2020 n. 1985 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →