Cassazione Penale, Sentenza n. 22980/2022 del 13/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in tre motivi: 1) violazione delle norme processuali per presunta immutazione del fatto contestato: si sostiene che la condotta originariamente accusata di distrazione di un bene societario sia stata invece valutata come mera incongruità del prezzo di vendita; 2) vizio della motivazione e illogicità nell'attribuzione al ricorrente della qualita di amministratore di fatto della Fillade s.r.l., con la tesi difensiva che fosse solo direttore tecnico ed estraneo alla gestione; 3) censura sulla bancarotta documentale e sulla mancanza di possesso delle scritture contabili e sulla mancanza dell'elemento soggettivo fraudolento, oltre a questioni di prescrizione relative a capo d'imputazione dichiarato prescritto
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i motivi di ricorso presentati da Deligia e ha confermato, nel merito, la qualificazione del fatto come bancarotta fraudolenta patrimoniale: ha ritenuto che la cessione del terreno a prezzo assolutamente incongruo e senza riscontro di pagamento costituisca distrazione, ostacolando la soddisfazione dei creditori; ha ritenuto provata, sulla base di plurimi indici probatori, la qualita di amministratore di fatto del ricorrente; il motivo relativo a capo prescritto è stato dichiarato inammissibile per difetto d'interesse. Tuttavia, la Corte ha rilevato d'ufficio l'illegalità delle pene accessorie irrogate ai sensi dell'art. 216, ultimo comma, legge fallimentare, in quanto la loro durata non era stata parametrata alla sentenza della Corte costituzionale n. 222 del 2018, e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla durata di tali pene accessorie, rinviando alla Corte d'appello di Cagliari per nuovo esame sul punto
Norme richiamate
art. 2740 cod. civ.
Richiamato per spiegare il principio della responsabilita patrimoniale: la cessione a prezzo incongruo e l'assenza di pagamento sono stati ritenuti atti diretti a sottrarre il bene alla soddisfazione dei creditori, configurando distrazione
art. 216, ultimo comma, legge fallimentare (R.D. 267/1942 - disciplina sanzioni accessorie)
Applicata in relazione alle pene accessorie: la Corte ha ritenuto illegittima la durata delle pene accessorie in quanto non parametrata alla sentenza della Corte costituzionale n. 222/2018, pertanto ha annullato la misura limitatamente a tale profilo e rinviato per un nuovo esame
Corte costituzionale, sentenza n. 222 del 2018
Richiamata come parametro di bilanciamento per la determinazione della durata delle pene accessorie previste dalla legge fallimentare; la mancata applicazione di tale parametro ha determinato l'annullamento parziale della sentenza
Massime di principio
- La cessione di beni societari a prezzo manifestamente incongruo, soprattutto se senza prova dell'effettivo pagamento, puo essere qualificata come distrazione (bancarotta fraudolenta patrimoniale) quando ostacola la soddisfazione dei creditori
- La qualita di amministratore di fatto si prova tramite indici rilevabili (presenza costante in azienda, conoscenza delle vicende societarie, interventi gestori, vantaggi economici personali) e le valutazioni probatorie dei giudici di merito sono sindacabili in Cassazione solo se irragionevoli o contraddittorie
- Le censure difensive che si limitano a una diversa lettura degli elementi di fatto o a una rivalutazione degli indici probatori sono in generale inammissibili in sede di legittimità, salvo che non emergano vizi di logicita o contraddittorieta della motivazione
- Le pene accessorie previste dalla legge fallimentare devono essere determinate tenendo conto dei parametri indicati dalla giurisprudenza costituzionale; in mancanza, la relativa disposizione applicata puo essere annullata o rinviata per nuovo esame
- Questioni di prescrizione richiedono interesse a proporre gravame: un capo d'imputazione gia dichiarato prescritto puo rendere inammissibile il motivo di ricorso per difetto di interesse se l'imputato non ha rinunciato alla prescrizione
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