Sentenza del 04/08/2022 n. 24297 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società impugnava gli avvisi di accertamento Ici per gli anni 2005-2008 sostenendo: 1) che gli avvisi notificati il 5 maggio 2011 erano in realtà atti di riedizione/autotutela e sostitutivi dei primi avvisi (notificati il 25 novembre 2010), con conseguente decorrenza del termine di decadenza quinquennale e quindi estinzione del potere impositivo per il 2005; 2) che la determinazione del valore venale delle aree edificabili era errata perché non aveva adeguatamente considerato le parti con diversi livelli di edificabilità, la gradualità di attuazione della convenzione urbanistica e la minore attualità di alcune potenzialità edificatorie; 3) che la delibera comunale n. 7/09, adottata ai sensi dell'art. 59 D.Lgs. 446/1997, era stata applicata in modo automatico senza permettere la disapplicazione in presenza di prove contrarie; 4) che il procedimento di stima era inconcludente e che la quantificazione dei costi, dell'utile dell'imprenditore e degli oneri finanziari era errata, con conseguente vizio dell'accertamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo (cioè la tesi che i nuovi avvisi fossero una riedizione tardiva del potere impositivo) ritenendo che gli atti impugnati costituissero una rettifica in diminuzione dell'originaria pretesa dell'Ente e non una nuova pretesa soggetta a termine di decadenza. Invece ha accolto il secondo, terzo e quarto motivo: la sentenza della Commissione tributaria regionale è stata cassata perché il giudice del gravame ha dato un'interpretazione eccessivamente formale alla delibera comunale, senza riesaminare nel merito la correttezza del procedimento di stima adottato (in particolare la concreta applicazione del metodo del valore di trasformazione), la verificabilità dei dati su cui si fondava l'accertamento e la considerazione delle diverse attualità delle potenzialità edificatorie, dei costi sostenuti, dell'utile dell'imprenditore e degli oneri finanziari. La causa è stata rinviata alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, per nuovo esame secondo i principi indicati dalla Corte.
Norme richiamate
art. 12 preleggi
riferimento ai criteri generali di interpretazione applicati nella valutazione della volontà dell'amministrazione
art. 1362 c.c.
richiamato a supporto della nozione di volontà negoziale ed interpretazione dell'atto amministrativo
art. 1366 c.c.
richiamato in tema di interpretazione dei negozi e degli atti
D.L. n. 564/1994, art. 2-quater conv. L. n. 656/1994
normativa citata nella prima memoria ma non decisiva per la pronuncia di merito
D.M. n. 37/1997
richiamato nella doglianza dell'istante come riferimento normativo tecnico
L. n. 296/2006, art. 1, comma 161
richiamata con riferimento al termine di decadenza quinquennale per l'esercizio del potere impositivo
D.Lgs. n. 504/1992, art. 5, comma 5
norma che disciplina la determinazione del valore venale in comune commercio delle aree edificabili e legittima l'uso del procedimento di valore di trasformazione
D.Lgs. n. 446/1997, art. 59 (e art. 2)
consente ai Comuni di predeterminare per zone omogenee i valori venali delle aree fabbricabili; tali delibere hanno funzione probatoria e presuntiva, ma ammettono prova contraria e non sono vincolanti in modo assoluto
D.Lgs. n. 546/1992, art. 7, comma 5
richiamato in relazione ai criteri di prova e all'onere di verifica nel processo tributario
D.Lgs. n. 546/1992, art. 19
menzionato in giurisprudenza a proposito dell'impugnabilità di atti di autotutela e dei provvedimenti riduttivi
art. 116 c.p.c.
richiamato nella censura relativa all'apprezzamento prudente dei dati probatori
art. 2729 c.c.
menzionato con riferimento alla prova documentale e alla valutazione della prova presuntiva
Massime di principio
- Una rettifica dell'avviso di accertamento in diminuzione non costituisce una nuova pretesa impositiva e non rinnova il termine di decadenza: occorre verificare il contenuto sostanziale dell'atto per comprendere se si tratta di riduzione o di nuova pretesa.
- Le delibere comunali di predeterminazione dei valori delle aree (ex art. 59 D.Lgs. 446/1997) hanno valore di presunzione e fonte di supporto probatorio, ma non esauriscono l'istruttoria: il giudice deve comunque verificare la correttezza dell'applicazione concreta del metodo di stima e la riscontrabilità dei dati fattuali a fondamento dell'accertamento.
- Nel procedimento di stima del valore venale delle aree edificabili (anche quando si utilizzi il valore di trasformazione) devono essere considerati i diversi livelli di edificabilità delle porzioni dell'area, la maggiore o minore attualità delle potenzialità edificatorie, gli oneri di urbanizzazione e i costi reali di trasformazione, compreso l'utile dell'imprenditore e gli oneri finanziari, se rilevanti per la stima.
- Se il contribuente produce elementi idonei a contestare i criteri o i dati usati dall'amministrazione, il giudice deve esaminare tali prove e, se necessario, disapplicare o ridimensionare la presunzione basata sulla delibera comunale.
- Nelle controversie tributarie il rigore e la tracciabilità del procedimento inferenziale e valutativo adottato dall'amministrazione sono requisiti essenziali: il giudice non può limitarsi ad applicare automaticamente indici o delibere senza controllare il nesso probatorio con i fatti specifici.
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