Cassazione Penale, Sentenza n. 32191/2025 del 29/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo sull'immobile sito in Battipaglia, via Belvedere n.18. Si contesta che il permesso di costruire n.140/2021 (rilasciato il 08/11/2021) sia illegittimo perché rilasciato facendo riferimento alle previsioni di un Piano di recupero (ex I. n.219/1981) ormai scaduto (decennio previsto dall'art.17 L.1150/1942), e perché l'intervento (demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico) è stato erroneamente qualificato come "manutenzione straordinaria" dal progettista e dal responsabile comunale, mentre secondo il d.P.R. n.380/2001 tali opere non rientrano nella manutenzione straordinaria ma risultano al più ristrutturazione o nuova costruzione, e per la zona B1 in questione non sarebbero assentibili opere con aumento volumetrico.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza dei presupposti previsti dall'art.325 cod. proc. pen., rilevando che le questioni sollevate riguardano l'interpretazione e la valutazione di atti amministrativi (piano di recupero) e quindi costituiscono valutazione di fatto sottratta al sindacato in cassazione sui provvedimenti cautelari reali. La motivazione del Tribunale è stata ritenuta presente e congrua: la giurisprudenza amministrativa riconosce efficacia ultrattiva alle prescrizioni di piani attuativi scaduti (art.17 L.1150/1942) eccetto le disposizioni di contenuto espropriativo. Per l'ammissibilità del gravame in cassazione mancava pertanto il vizio di legge deducibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiamato per configurare il concorso tra più soggetti nella commissione dell'illecito edilizio contestato.
art. 81, comma finale (cpv.) cod. pen.
Usato in combinato con l'art.110 per indicare la concorsualità/aggregazione delle responsabilità penali contestate.
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31
Riferimento normativo sulla classificazione degli interventi edilizi (es. manutenzione straordinaria) utile a valutare la legittimità della qualifica data all'intervento.
d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lett. b)
Richiamato nell'ambito delle norme sulle tipologie di intervento edilizio che non consentono demolizione/ricostruzione con aumento di volumetria se qualificato erroneamente come manutenzione straordinaria.
legge n. 1150 del 1942, art. 17
"decorso il termine stabilito per l'esecuzione del piano particolareggiato, questo diventa inefficace per la parte in cui non abbia avuto attuazione, rimanendo soltanto fermo a tempo indeterminato l'obbligo di osservare, nella costruzione di nuovi edifici e nella modificazione di quelli esistenti, gli allineamenti e le prescrizioni di zona stabiliti dal piano stesso"
La Corte ha richiamato l'art.17 per spiegare che, secondo la giurisprudenza amministrativa, le prescrizioni urbanistiche dei piani attuativi scaduti continuano a vincolare ('efficacia ultrattiva') fino all'approvazione di un nuovo strumento attuativo, mentre l'inefficacia opera principalmente sulle disposizioni espropriative.
Piano di recupero ex I. n. 219 del 1981 (artt. 1 e 2)
Il ricorrente sosteneva che le prescrizioni di zona del piano sopravvivono alla scadenza decennale; il Tribunale e la Corte hanno ritenuto applicabile la giurisprudenza che riconosce efficacia perdurante alle prescrizioni non espropriative.
art. 325 cod. proc. pen.
Norma centrale per l'inammissibilità: limita il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali ai casi di violazione di legge o a vizi motivazionali radicali; non consente il sindacato di merito su valutazioni di atti amministrativi.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per la condanna alle spese del procedimento e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria a carico del ricorrente per ricorso inammissibile.
art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Richiamato esclusivamente con riferimento alla requisitoria redatta dal Pubblico Ministero, senza incidenza decisiva sulla decisione di inammissibilità.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; le contestazioni che implicano interpretazioni di atti amministrativi (piani urbanistici, piani di recupero) rientrano nella sfera della valutazione di fatto e sono in genere inammissibili in cassazione.
- Secondo la consolidata giurisprudenza amministrativa e richiamata dalla Corte, le prescrizioni urbanistiche dei piani attuativi scaduti (piani di recupero o piani particolareggiati) continuano a vincolare fino all'approvazione di un nuovo strumento attuativo, mentre l'inefficacia per decorso del termine incide principalmente sulle disposizioni espropriative.
- La corretta qualificazione dell'intervento edilizio (manutenzione straordinaria vs ristrutturazione vs nuova costruzione) è determinante: una qualificazione errata può rendere illegittimo il titolo edilizio e costituire elemento di fumus per misure cautelari nel contesto di illeciti edilizi.
- Per contrastare efficacemente un sequestro preventivo fondato su presunte illegittimità di un permesso comunale è necessario dimostrare un vizio di diritto o la mancanza/apperenza della motivazione: questioni tecniche o interpretative del piano comunale devono essere prospettate nei gradi di merito o in sede amministrativa.
- Chi impugna in Cassazione deve orientare il proprio motivo su errores in iudicando/procedendo o sull'assenza/manifesta apparente motivazione; altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile e soggetto a sanzioni pecuniarie.
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