Cassazione Penale, Sentenza n. 24047/2022 del 22/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli del 7 febbraio 2022, con cui il tribunale del riesame aveva annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio disposto dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Nola il 22 gennaio 2022. Il ricorso lamentava violazione di legge e falsa applicazione degli artt. 125 e 256 c.p.p., nonché difetto assoluto di motivazione.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché depositato presso la cancelleria non competente (Tribunale di Nola) senza prova della trasmissione agli uffici competenti ai sensi degli artt. 311 comma 3 e 325 comma 3 c.p.p.; ha ritenuto che, in materia cautelare, l'impugnazione per cassazione deve essere presentata esclusivamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che la data rilevante ai fini della tempestività è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente. Di conseguenza il ricorso è risultato affetto da molteplici profili di inammissibilità (mancata instaurazione utile del rapporto processuale e impossibilità di verificare la tempestività dell'impugnazione) e non è stato esaminato nel merito.
Norme richiamate
art. 125 cod. proc. pen.
Norma richiamata dal ricorrente per censurare la decisione sul sequestro probatorio; la Corte non è però entrata nel merito della sua applicazione per via dell'inammissibilità procedurale del ricorso.
art. 256 cod. proc. pen.
Norma invocata dal ricorrente in relazione alla convalida del sequestro; la Corte non ha esaminato la fondatezza della censura a causa dell'inammissibilità procedurale.
art. 311 cod. proc. pen.
Stabilisce le regole di deposito e competenza per le impugnazioni cautelari personali; la Corte ha richiamato che l'impugnazione deve essere depositata presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e che la data utile è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente.
art. 325 cod. proc. pen.
In materia di cautela reale richiama l'applicazione delle norme dettate per la cautela personale (art. 311), per cui valgono le stesse regole di deposito e competenza per l'impugnazione.
art. 582 cod. proc. pen.
Richiamato per chiarire che sulla cancelleria non incombe l'obbligo di trasmettere gli atti all'ufficio competente ai fini della tempestività: la data rilevante è quella in cui l'atto perviene alla cancelleria competente.
Sentenza delle Sezioni Unite n. 1626 del 24/09/2020 (Bottari, Rv. 280167)
Giurisprudenza richiamata per affermare il principio secondo cui, nelle impugnazioni cautelari, il ricorso deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione e grava sul ricorrente il rischio di inammissibilità se depositato altrove.
Massime di principio
- In materie cautelari l'impugnazione va depositata presso la cancelleria del giudice che ha emesso la decisione: il deposito presso altro ufficio comporta il rischio di inammissibilità.
- La tempestività dell'impugnazione deve essere provata dal ricorrente: la data rilevante è quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente, non la data di deposito presso un ufficio diverso.
- In caso di dubbio sulla competenza o sulla corretta procedura di deposito, è essenziale ottenere e conservare ricevute o attestazioni di ricezione dall'ufficio competente per evitare eccezioni di inammissibilità.
- Le normative che regolano la cautela reale (art. 325 c.p.p.) richiamano le regole dettate per la cautela personale (art. 311 c.p.p.), perciò le stesse cautele procedurali si applicano a entrambi i settori.
- Se il ricorso viene depositato in un ufficio non competente e non è provata la ricezione dall'ufficio competente, la Corte di legittimità può dichiararlo inammissibile senza entrare nel merito delle questioni sostanziali.
- Prima di proporre impugnazioni cautelari, verificare espressamente il giudice/tribunale che ha emesso il provvedimento e depositare lì l'impugnazione; in mancanza, valutare immediata integrazione della documentazione probatoria sulla tempestività.
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