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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36070/2025 del 06/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per errata applicazione della legge penale e insufficiente motivazione in relazione all'art. 131-bis cod. pen. (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto) e all'art. 256, comma 1, lett. b) d.lgs. 152/2006. Il ricorrente ha sostenuto che i rifiuti erano stati stoccati in locali privati sotto la sua esclusiva disponibilità e non accessibili a terzi, l'impatto ambientale era quasi nullo, era titolare dal 2011 di autorizzazione comunale alla raccolta e trasporto di "cascami e rottami metallici", la sua condotta non era abituale per precedenti penali risalenti, e il suo basso grado di istruzione aveva determinato un errore di valutazione. Chiedeva quindi il riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis per il reato contestato ai sensi dell'art. 256 d.lgs. 152/2006 e, in prospettiva, l'annullamento della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, benché la Corte di appello non si sia espressa espressamente sull'applicazione dell'art. 131-bis rispetto alla contravvenzione ambientale, la motivazione della sentenza d'appello — che ha evidenziato l'oggetto e le modalità della condotta (deposito e gestione di rifiuti speciali e pericolosi su suolo pubblico) come indici di particolare gravità — implicitamente giustificava il diniego della causa di non punibilità. Pertanto la condanna per il reato previsto dall'art. 256 d.lgs. 152/2006 è stata confermata e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    art. 131-bis codice penale (causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto)

    La norma prevede l'esclusione della punibilità per il fatto di particolare tenuità; tuttavia il suo riconoscimento richiede una valutazione motivata del giudice. Nel caso la Corte ha ritenuto che gli elementi fattuali (natura e modalità del deposito di rifiuti, ubicazione su suolo pubblico, potenziale pericolosità) erano indici di gravitaà incompatibili con l'applicazione dell'art. 131-bis, anche se il diniego non era espresso testualmente.

  • art. 256 d.lgs. 152/2006

    art. 256, comma 1, lett. b) d.lgs. 152/2006

    La norma sanziona attività di deposito e gestione illecita di rifiuti, comprese ipotesi relative a rifiuti speciali e pericolosi. Nel caso la Corte ha confermato la responsabilità per questa fattispecie, ritenendo che la condotta concreta (deposito/gestione su suolo pubblico) determinasse un profilo di particolare gravitaà ostativo all'attenuazione o all'esclusione della punibilità.

  • art. 633 cod. pen.

    art. 633 codice penale (occupazione di suolo pubblico)

    Riferimento alla contestazione originaria per collocazione di veicoli e occupazione di suolo; la Corte di appello ha assolto il ricorrente per la collocazione di veicoli e ha dichiarato la non punibilità per l'occupazione con la bilancia per particolare tenuità. Ciò mostra che il giudice ha valutato caso per caso l'applicabilità di 131-bis a specifiche condotte.

Massime di principio

  • La mancata esplicita risposta del giudice d'appello a una richiesta di applicazione di una causa di non punibilità non comporta automaticamente vizio di motivazione se dalla motivazione complessiva emerge in modo implicito il rigetto della richiesta.
  • Per ottenere il riconoscimento dell'art. 131-bis il ricorrente deve fornire elementi concreti che dimostrino la minimale offensività dell'evento (quantitativi e qualitativi del danno, assenza di pericolo effettivo, luogo e modalità che ne riducano l'impatto), nonché la non abitualità e le ragioni personali che giustifichino la valutazione favorevole.
  • Fattori quali deposito di rifiuti su suolo pubblico, la natura pericolosa dei materiali e le modalità di gestione costituiscono indici di gravitaà che possono precludere l'applicazione della causa di non punibilità anche in presenza di circostanze attenuanti soggettive.
  • In fase d'appello il difensore dovrebbe sollecitare espressamente e con richiami probatori puntuali la decisione sul 131-bis, perché la Corte di Cassazione tende a valorizzare la motivazione nel suo complesso e non annulla per mera omissione se il rigetto risulta comunque deducibile dal testo.
  • La giurisprudenza consolidata ammette la valutazione implicita delle censure quando la motivazione d'appello contenga argomentazioni che contraddicono o escludono le condizioni richieste per l'attenuazione o l'esclusione della punibilità.

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