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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15620/2022 del 21/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza che lo aveva confermato condannato (in abbreviato) per l'indebito conseguimento di contributi FEAGA/FEASR (art. 2 L. 23/12/1986, n. 898 e connessi reati), contestando di non aver avuto dolo poiché i moduli precompilati erano generici e non gli permettevano di comprendere l'ostatività del suo status (soggetto sottoposto in passato a misura di prevenzione) alla percezione dei contributi; contesta inoltre il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena per motivazione carente e per la presunta buona fede e per l'irrilevanza dei precedenti (non specifici) o per fatto già prosciolto/estinto per prescrizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sul dolo, richiamando la giurisprudenza secondo cui l'ignoranza del contenuto della domanda non esclude il dolo per la frode comunitaria; ha confermato la correttezza della valutazione delle attenuanti generiche (negate per la reiterazione della condotta, la gravità dei precedenti e la mancata restituzione delle somme) e del diniego della sospensione condizionale della pena, alla luce dei precedenti penali dell'imputato. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • L. 23 dicembre 1986, n. 898

    Norma relativa all'indebito conseguimento di contributi comunitari; la Corte ha interpretato che per questo reato il dolo è richiesto e l'ignoranza del contenuto della domanda non esclude il dolo.

  • Codice penale

    art. 316-ter; art. 81; art. 5; art. 133; art. 62-bis; art. 163

    Art. 316-ter e 81 richiamati tra i reati contestati; art. 5 richiamato nel discorso sull'esclusione dell'ignoranza della legge (ma la Corte ritiene che non operi in questo caso); art. 133 richiamato come parametro per la determinazione della pena (valutazione della condotta di vita antecedente); artt. 62-bis e 163 evocati in tema di attenuanti generiche ma la Corte ha ritenuto la motivazione di diniego adeguata.

  • D.Lgs. n. 159 del 2011

    Richiamato in relazione allo status personale del ricorrente (misure di prevenzione) che incidono sulla legittimità a ricevere contributi; la Corte ritiene che la sussistenza di tali misure imponeva un controllo da parte dell'interessato.

  • Codice di procedura penale

    art. 173 disp. att.; art. 616

    Art. 173 disp. att. citato rispetto ai limiti dei motivi in cassazione; art. 616 utilizzato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese di procedimento per il ricorso inammissibile.

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18/12/2020, n. 176)

    Richiamato per la disposizione che ha consentito la trattazione scritta del procedimento in Cassazione (assenza di discussione orale).

  • Giurisprudenza della Corte costituzionale

    Corte Cost. n. 364 del 1988

    Riferimento a principio secondo cui l'ignoranza inevitabile della legge può valere solo per soggetti in sicura inferiorità; non può essere invocata da soggetti per i quali sono esigibili particolari controlli (es. imprenditori).

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 3, n. 2257 del 30/11/2007 (Rv. 238627)

    Precedente citato a sostegno del principio che l'ignoranza del contenuto della domanda non esclude il dolo per reati di frode ai fondi comunitari.

Massime di principio

  • La percezione indebita di contributi comunitari è un reato con alto disvalore sociale: l'ignoranza dei riferimenti normativi o la genericità dei moduli difficilmente escludono il dolo, specie se il beneficiario è un imprenditore o figura che dovrebbe conoscere la normativa del settore.
  • La reiterazione della condotta illecita e la mancata restituzione delle somme indebitamente percepite sono elementi ostativi al riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • Precedenti penali, anche se non specifici, e la gravità complessiva del quadro personale possono impedire la concessione della sospensione condizionale della pena.
  • In sede di impugnazione (appello o ricorso per cassazione) è necessario offrire argomentazioni nuove e specifiche; la mera riproposizione di critiche di merito già valutate dai giudici è destinata a risultare aspecifica e inammissibile.
  • In situazioni analoghe è consigliabile fornire elementi di positiva valutazione (tentativi documentati di restituzione, prova di buona fede concreta, elementi di situazione personale e familiare) quando si chiedono attenuanti o misure alternative alla pena.

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