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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 690/2024 del 09/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 31/03/2023 che ha rigettato la richiesta di limitare l'ordine di demolizione al solo manufatto in soprelevazione. La ricorrente deduceva violazioni processuali e convenzionali (art. 649 c.p.p., art. 4 Prot. 7 CEDU), contestava l'unicita del manufatto e la legittimita delle concessioni in sanatoria (art. 31, comma 9, DPR n. 380/2001), deduceva vizi di competenza, legittimo affidamento, violazione del diritto all'abitazione (art. 8 CEDU) e del diritto di proprieta (art. 1 Prot. 1 CEDU), oltre a contrastare la revoca o la portata di precedenti provvedimenti di esecuzione e autotutela amministrativa.

La decisione

Il ricorso e stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che la sentenza di condanna del 16/09/1997 riguardasse l'intero manufatto e che, anche se esistettero piu procedimenti sulle singole porzioni, l'unicita materiale e funzionale dell'opera giustifica la demolizione dell'intero edificio. La Corte ha confermato l'illegittimita dei titoli in sanatoria in base agli accertamenti peritali e alla giurisprudenza di legittimita (frazionamento artificioso delle pratiche). Le censure su competenza, sui provvedimenti di revoca emessi da giudice ritenuto funzionalmente incompetente e gli argomenti sul legittimo affidamento e sulla proporzionalita sono stati ritenuti infondati o non adeguatamente allegati. Conseguentemente sono state liquidate le spese e disposta una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Invocato dalla ricorrente per dedurre violazione del divieto di bis in idem; la Corte ha ritenuto la deduzione infondata, precisando che piu processi sulle singole frazioni non escludono l'unicita materiale dell'opera e la possibilita di demolire l'intero manufatto

  • art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380/2001

    Rilevante rispetto ai titoli in sanatoria; la Corte ha ritenuto le concessioni in sanatoria illegittime per artificioso frazionamento e per mancata verifica complessiva della cubatura

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alle modalita dell'esecuzione e dell'incidente di esecuzione; la Corte non ha accolto le eccezioni processuali formulate dalla ricorrente

  • art. 21-nonies legge n. 241/1990

    Invocato in relazione a contestazioni di autotutela amministrativa e legittimo affidamento; la Corte ha ritenuto non adeguatamente provato il diritto al legittimo affidamento tale da impedire l'esecuzione

  • art. 8 CEDU

    Richiamato dalla ricorrente per la tutela del diritto all'abitazione; la Corte ha ritenuto che il principio di proporzionalita puo essere invocato ma grava sull'interessato l'onere di allegare fatti concreti e puntuali, onere che non e stato assolto

  • art. 1 Protocollo 1 CEDU

    Invocato in tema di tutela della proprieta; la Corte ha giudicato le doglianze insufficienti e precluse da precedenti statuizioni di legittimita

  • legge n. 47/1985, art. 20 lett. c

    Norma penale richiamata nella sentenza di condanna originaria relativa alla realizzazione del manufatto senza concessione; la condanna e stata ritenuta riferita all'intero corpo di fabbrica

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione puo riguardare l'intero manufatto anche se il condannato e stato processato o condannato per piu porzioni successive: la unita materiale e funzionale dell'opera prevale sul frazionamento procedurale
  • Le sanatorie possono essere disapplicate se emerge un artificioso frazionamento delle istanze finalizzato a eludere limiti urbanistici o volumetrici; e necessaria una verifica complessiva della cubatura e dello stato di fatto
  • Il principio di proporzionalita e la tutela del diritto all'abitazione possono essere invocati, ma gravano sull'interessato l'onere di allegare fatti concreti e puntuali che dimostrino la sproporzione della misura esecutiva
  • Il giudicato esecutivo preclude solo le questioni effettivamente decise: questioni deducibili ma non dedotte o non valutate in una precedente decisione definitiva possono essere ritenute riaperti nell'esecuzione nei limiti consentiti
  • Le questioni di competenza e di eventuale incompetenza funzionale del giudice della revoca devono essere tempestivamente impugnate; provvedimenti emessi da giudice ritenuto incompetente possono essere inefficaci rispetto all'esecuzione finale
  • In incidenti di esecuzione e opposizioni la completezza e la precisione delle allegazioni probatorie e delle deduzioni giuridiche e' essenziale: argomentazioni generiche o prive di prova documentale rischiano di essere dichiarate inammissibili o infondate

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