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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32340/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto la richiesta di revoca dell'ingiunzione a demolire n. 215/2010 relativa a opere edilizie abusive in Serrara Fontana, via Nazario Sauro n. 32. La ricorrente sosteneva che le opere erano state sanate tramite permesso di costruire in sanatoria rilasciato il 01/10/2003, che non vi era stato incremento volumetrico, che la sanatoria paesaggistica e la DIA erano sufficienti per il recupero funzionale e che, al più, si sarebbe dovuta applicare una sanzione pecuniaria per la porzione ampliata e non la demolizione dell'intero edificio. Si deduceva altresì che la Sovrintendenza aveva ritenuto l'intervento compatibile e che eventuali demolizioni dovrebbero riguardare solo la porzione abusiva.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha confermato che la sanatoria idonea ad estinguere il reato edilizio non può essere subordinata a termini o condizioni: un permesso in sanatoria condizionato è illegittimo e non estingue il reato. Inoltre, il controllo tecnico comunale ha accertato che non sono state eseguite le opere di demolizione e ripristino richieste, pertanto le opere abusive permangono. La motivazione del giudice a quo è stata ritenuta puntuale e coerente con le risultanze processuali. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico dell'edilizia), art. 44

    La sanatoria prevista dalla normativa edilizia può estinguere il reato solo se corrisponde ad una regolarizzazione integrale e non è subordinata a condizioni. Un permesso di costruire in sanatoria condizionato non determina l'estinzione del reato edilizio.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 51013 del 05/11/2015 (Carratu')

    Principio consolidato secondo cui la sanatoria degli abusi edilizi idonea ad estinguere il reato non ammette termini o condizioni; la subordinazione contrasta con la ratio della sanatoria che presuppone l'integrale conformità delle opere alla disciplina urbanistica.

  • Art. 611 cod. proc. pen. (riferimento procedurale alla requisitoria del P.G.)

    Uso procedurale per la requisitoria scritta del Procuratore Generale nella fase di cassazione; non incide direttamente sul merito sostanziale della questione edilizia ma attesta la posizione del P.G. per il rigetto.

Massime di principio

  • La sanatoria amministrativa estingue il reato edilizio solo se è una sanatoria piena e non condizionata; permessi in sanatoria subordinati a obblighi non estinguono il reato.
  • Se il permesso in sanatoria impone condizioni non eseguite (ad esempio demolizioni o ripristini), le opere abusive permangono e la responsabilità penale non si estingue.
  • La qualificazione di intervento come edilizia minore o la mancanza di incremento volumetrico non impedisce di accertare l'abuso se l'istituto della sanatoria non è applicato correttamente e integralmente.
  • La P.A. può concedere sanatorie parziali nell'esercizio dei propri poteri, ma tale sanatoria parziale non ha automaticamente efficacia estintiva del reato penale se rimangono profili di illegittimità o condizioni non adempiute.
  • In casi simili il giudice dell'esecuzione verificherà sia la legittimità formale del titolo edilizio (assenza di condizioni incompatibili con l'estinzione del reato) sia l'effettiva esecuzione degli eventuali lavori di ripristino; in mancanza la demolizione o altre sanzioni possono essere confermate.

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