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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9846/2024 del 07/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava vizi formali della sentenza impugnata: (1) parziale assenza della motivazione, con la motivazione che si interrompe a pag. 2 e prosegue con ragioni riferite ad un diverso procedimento; (2) mancanza del dispositivo corretto, poiché il dispositivo riportato nel testo della sentenza concernerebbe un'altra imputata (Italia Salkanovic) mentre in udienza era stato pronunciato un dispositivo di condanna a carico del ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata. Ha accertato che il documento sentenza conteneva una prima parte ricostruttiva corretta ma una seconda parte valutativa e un dispositivo riferiti ad altra vicenda e ad altra imputata, con conseguente violazione degli obblighi di motivazione e di chiarezza del dispositivo. Per tali nullità, ai sensi dell'art. 185, comma 3, c.p.p., la Corte ha disposto la restituzione degli atti al Tribunale di Asti per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo di motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto che la sentenza non dia conto delle ragioni della condanna e quindi sia nulla per violazione di tale obbligo.

  • art. 546, comma 3, cod. proc. pen.

    Attiene al contenuto del dispositivo della sentenza; la Corte ha rilevato che il dispositivo scritto non corrispondeva a quanto pronunciato in udienza e risultava riferito ad altra imputata, configurando un vizio formale del provvedimento.

  • art. 185, comma 3, cod. proc. pen.

    Stabilisce le conseguenze delle nullità della sentenza-documento; la Corte ha applicato questa norma disponendo la restituzione degli atti al Tribunale per correggere il vizio e il prosieguo del procedimento.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. dalla L. 18/12/2020

    Norma richiamata in relazione alla trattazione scritta del procedimento in Cassazione; è stata applicata la procedura scritta in mancanza di richiesta di discussione orale nei termini previsti.

Massime di principio

  • Una sentenza penale deve contenere una motivazione completa e un dispositivo coerente con quanto pronunciato in udienza: carenze in questi elementi costituiscono vizio formale che può portare all'annullamento.
  • Se il testo scritto della sentenza riporta motivazioni o un dispositivo riferiti a un diverso procedimento o a diverso imputato, si configura una nullità della sentenza-documento per mancata corrispondenza tra pronunciato orale e atto scritto.
  • Nei casi di nullità derivanti da assenza di motivazione o da dispositivo errato, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza e restituire gli atti al giudice di merito ai sensi dell'art. 185 c.p.p. per consentire la formazione di un provvedimento corretto.
  • I difensori devono controllare la corrispondenza tra il dispositivo pronunciato in udienza e la sentenza scritta e proporre impugnazione quando riscontrano discrepanze o mancanze di motivazione.
  • Per evitare tali vizi, il giudice di merito deve verificare, prima della sottoscrizione del provvedimento, la coerenza tra la parte motiva e il dispositivo e assicurare che la sentenza sia integralmente riferita al fatto e all'imputato pertinenti.

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