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Ordinanza

Ordinanza n. 3467/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento - della nota prot. 0018589 del 25 marzo 2026 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli UADM Lombardia, sede di Como, recante «Accisa energia elettrica e gas naturale. Officina elettrica in Grandate (CO), via Saldarini Catelli n. 1 – POD IT001E00093070. Esecuzione sentenza Consiglio di Stato n. 097697/2025 sul ricorso n. 8881/2024 Reg. Ric. Conferma prescrizioni datate 30/01/2026»; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto (con riserva di formulare motivi aggiunti all’esito della relativa conoscenza), ivi compresa la nota prot. n. 6976/ RU/2026 del 30 gennaio 2026, recante «Accisa energia elettrica e gas naturale. Officina elettrica in Grandate (CO), via Saldarini Catelli n. 1 - POD IT001E00093070. Licenza fiscale IT00COE01350K. Esecuzione sentenza Consiglio di Stato n. 097697/2025 sul ricorso n. 8881/2024 Reg. Ric. Richiesta informazioni - Prescrizioni»

Giustizia amministrativa202602068

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: nota dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli recante la conferma di prescrizioni relative a un'officina elettrica e all'esecuzione di una precedente sentenza del Consiglio di Stato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ha impugnato la nota del 25 marzo 2026 con cui l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha confermato prescrizioni già adottate il 30 gennaio 2026, relative a un'officina elettrica sita in Lombardia e alla disciplina dell'accisa sull'energia elettrica e sul gas naturale, deducendo censure non ulteriormente specificate nel testo dell'ordinanza. Sono stati inoltre impugnati gli atti presupposti, connessi e consequenziali, inclusa la nota del 30 gennaio 2026, con riserva di motivi aggiunti. L'amministrazione resistente ha formulato anche eccezioni preliminari, tra cui quella relativa al difetto di giurisdizione.

La decisione

Il TAR non ha definito nel merito la domanda cautelare. Ha ritenuto che la complessità delle censure non fosse compatibile con una delibazione preliminare in sede cautelare e che la controversia richiedesse un approfondimento proprio della fase di merito, nella quale dovranno essere esaminate anche le eccezioni di rito, compresa quella sul difetto di giurisdizione. In applicazione dell'art. 55, comma 10, c.p.a., ha quindi ritenuto adeguatamente tutelabili le esigenze cautelari mediante la sollecita fissazione dell'udienza pubblica di merito, da individuare entro il primo trimestre del 2027. Le spese sono state riservate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    che le esigenze cautelari della ricorrente possano essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita fissazione dell’udienza di trattazione della controversia nel merito

    Quando la complessità della controversia non consente un'adeguata delibazione cautelare, il giudice può tutelare le esigenze cautelari mediante la fissazione sollecita dell'udienza di merito.

Massime di principio

  • Quando le censure dedotte sono troppo complesse per essere valutate adeguatamente in sede cautelare, il giudice può evitare una decisione anticipata sul fumus e disporre la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La fissazione sollecita del merito può costituire una misura cautelare adeguata anche quando occorra svolgere un approfondimento sulle eccezioni preliminari, incluso il difetto di giurisdizione.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareImpianti da fonti rinnovabili
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiTutela cautelareRiparto di giurisdizione

Testo integrale

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