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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7025/2023 del 20/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Padulosi ha impugnato la sentenza con due motivi: 1) violazione dell'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. per difetto di correlazione tra la sentenza e l'accordo di patteggiamento, in quanto il Tribunale ha applicato la pena concordata senza pronunciarsi sulla richiesta, subordinata dall'imputato, della concessione della sospensione condizionale della pena; 2) violazione dell'art. 222 C.d.S. per presunta erroneità della statuizione di revoca della patente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Bologna per il prosieguo, perché il Giudice di merito non ha valutato la richiesta della sospensione condizionale della pena che costituiva elemento integrante dell'accordo di patteggiamento. Il secondo motivo è stato assorbito. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il beneficio richiesto e concordato rappresenta componente costitutiva della pattuizione e non può essere scisso dall'accoglimento dell'accordo.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il procedimento per il patteggiamento; la sentenza di primo grado ha applicato la pena nella misura concordata ai sensi di tale articolo.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Richiamata come parametro di illegittimità: il giudice deve rispettare la correlazione tra l'accordo raggiunto e il dispositivo della sentenza; non può accettare parzialmente la pattuizione omettendo di pronunciare su benefici che costituiscono elemento essenziale dell'accordo (es. sospensione condizionale).

  • art. 186 C.d.S.

    Norma del Codice della Strada relativa alla guida in stato di ebbrezza, indicata come fattispecie di reato per cui è stata inflitta la pena patteggiata.

  • art. 222 C.d.S.

    Norma riguardante le sanzioni amministrative accessorie sulla patente; censurata dal ricorrente come errata nella statuizione della revoca della patente, ma la questione è risultata assorbita.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 25994 del 06/03/2019 (Ziparo)

    Precedente richiamato dalla Corte secondo cui il beneficio richiesto e concordato dalle parti è componente costitutiva della 'piattaforma negoziale' del patteggiamento; il giudice non può frazionare l'accordo ma deve o recepirlo integralmente o respingerlo e procedere con le forme ordinarie.

Massime di principio

  • Se il patteggiamento è subordinato da una parte alla concessione di un beneficio (es. sospensione condizionale della pena), tale beneficio costituisce elemento essenziale dell'accordo e il giudice deve pronunciarsi espressamente in ordine ad esso; non è ammesso accogliere solo parzialmente la pattuizione.
  • L'omissione da parte del giudice di pronunciarsi su un beneficio che era condizione dell'accordo può determinare l'annullamento della sentenza in Cassazione e l'invio degli atti al giudice di merito per un riesame complessivo.
  • Le questioni relative a sanzioni amministrative accessorie (es. revoca della patente) possono essere trattate separatamente, ma se la decisione sulla pattuizione è viziata la Corte può assorbire altre questioni e disporre la rinnovazione dell'esame del concordato.
  • Nelle trattative di patteggiamento è opportuno documentare espressamente e in modo chiaro eventuali condizioni poste dalle parti (ad esempio la subordinazione alla sospensione condizionale) e ottenere un espresso consenso del P.M. su tali condizioni, perché l'assenza di un pronunciamento può vanificare l'accordo.
  • Il giudice di merito, chiamato a valutare un patteggiamento, deve effettuare una valutazione complessiva dell'accordo e non può frazionarlo: o recepisce l'accordo nella sua interezza o lo respinge e procede secondo le regole ordinarie.

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