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Sentenza

Sentenza n. 4105/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza collegiale del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) n. 00864/2026, resa tra le parti, PER L’ANNULLAMENTO E/O LA RIFORMA dell’Ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia - Milano, sez. IV, n. 864/2026 pubblicata in data 24 febbraio 2026 (doc. A), che ha ritenuto non applicabile il rito super accelerato sull’accesso ex art. 36 del D.Lgs. n. 36 del 2023, fissando la camera di consiglio ai sensi dell’art. 116 c.p.a. al 10 aprile 2026.

Giustizia amministrativa202601906

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: Ordinanza del TAR Lombardia - Milano, Sez. IV, che aveva ritenuto inapplicabile il rito super-accelerato previsto dall’art. 36 d.lgs. 36/2023 e fissato la camera di consiglio ai sensi dell’art. 116 c.p.a.

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa concorrente)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha contestato l’ordinanza con cui il TAR aveva escluso l’applicabilità del rito super-accelerato in materia di oscuramento della documentazione di gara, ritenendo che tale rito operasse soltanto in presenza di una determinazione espressa dell’amministrazione sulle richieste di oscuramento e che la trasmissione della documentazione oscurata non potesse costituire una decisione implicita. La questione d’appello riguardava, in particolare, il caso in cui la stazione appaltante avesse trasmesso documentazione oscurata senza una motivazione puntuale sulle ragioni dell’accoglimento della richiesta. L’appellante ha sostenuto che, alla luce dei verbali del 9 e 12 dicembre, l’amministrazione avesse comunque assunto una decisione esplicita, riconoscendo la fondatezza della richiesta di oscuramento relativa a parti delle offerte contenenti segreti tecnici e commerciali, con conseguente applicazione del termine perentorio del rito speciale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato l’ordinanza di primo grado. Ha distinto tra la mera inerzia dell’amministrazione, che non integra una decisione sull’istanza di oscuramento e non consente l’applicazione del rito super-accelerato, e l’ipotesi in cui una decisione sull’oscuramento sia comunque configurabile come riscontro espresso all’istanza, anche se eventualmente viziata o lacunosa nella motivazione. Nel caso concreto, dai verbali risultava l’adozione di una decisione sull’oscuramento, accompagnata dal riconoscimento della fondatezza della richiesta. La carenza o insufficienza della motivazione incide sulla validità dell’atto, ma non ne esclude la configurabilità quale decisione presupposta dal rito. È stata quindi ritenuta applicabile la disciplina dell’art. 36, comma 4, d.lgs. 36/2023; il ricorso di primo grado, proposto oltre il relativo termine perentorio, è stato dichiarato irricevibile, con conseguenti effetti decadenziali e preclusivi. Le spese sono state compensate per la complessità e la parziale novità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 36 d.lgs. 36/2023

    Con la comunicazione dell’aggiudicazione, l’amministrazione dà atto delle decisioni assunte sulle eventuali richieste di oscuramento

    Il rito super-accelerato presuppone l’esistenza di una decisione dell’amministrazione sulle richieste di oscuramento; la mera inerzia non integra tale presupposto, mentre è sufficiente una decisione esplicita anche se eventualmente viziata o carente sotto il profilo motivazionale.

  • art. 36, comma 4, d.lgs. 36/2023

    Prevede il rito super-accelerato e il termine perentorio la cui inosservanza comporta l’irricevibilità del ricorso, con effetti decadenziali e preclusivi.

  • art. 14 preleggi

    La disciplina processuale eccezionale del rito super-accelerato è soggetta a stretta interpretazione e non può essere estesa a fattispecie diverse da quelle previste dalla legge.

  • art. 116 c.p.a.

    È il rito ordinario richiamato dal giudice di primo grado per la controversia sull’accesso, ritenuto non applicabile nel caso concreto in ragione dell’operatività del rito speciale previsto dall’art. 36 d.lgs. 36/2023.

Massime di principio

  • Il rito super-accelerato previsto dall’art. 36 d.lgs. 36/2023 è una disciplina eccezionale, soggetta a stretta interpretazione, e può operare soltanto quando ricorra il presupposto legale di una decisione dell’amministrazione sulle richieste di oscuramento della documentazione di gara.
  • La mera inerzia della stazione appaltante, consistente nel non assumere alcuna determinazione sulle richieste di oscuramento, non equivale a una decisione implicita e non fa decorrere il termine del rito super-accelerato previsto dall’art. 36 d.lgs. 36/2023.
  • Quando l’amministrazione abbia espresso un riscontro sull’istanza di oscuramento, la configurabilità della decisione non è esclusa dal fatto che essa sia eventualmente carente, lacunosa o illegittima nella motivazione: i vizi di validità dell’atto devono essere distinti dalla sua esistenza quale elemento costitutivo della fattispecie processuale.
  • Il rilascio della documentazione oscurata, se accompagnato dall’espresso riconoscimento della fondatezza della richiesta di oscuramento, integra una decisione esplicita sull’istanza e rende applicabile il rito super-accelerato, con decorrenza del relativo termine perentorio.
  • La proposizione tardiva del ricorso nel rito super-accelerato in materia di oscuramento determina l’irricevibilità del ricorso, con conseguenti effetti decadenziali e preclusivi.

Come è indicizzato

MaterieAccesso agli atti di garaRito appalti e sorte del contrattoDecisione e riti speciali
RamiContratti pubbliciAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàTrasparenza e pubblicitàPrincipio di legalità e tipicità

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