Sentenza n. 2795/2026 - Roma, Sezione 2
per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Ameen Fahad presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio presentata presso l'Ambasciata d'Italia ad Islamabad
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione consolare)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto azione avverso il silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio presentata all'Ambasciata d'Italia ad Islamabad. Nel corso del giudizio ha comunicato che l'Ambasciata aveva fissato l'appuntamento funzionale all'avvio dell'istruttoria e al colloquio consolare, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese. L'Amministrazione ha aderito alla richiesta di definizione del giudizio, chiedendo tuttavia la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché la fissazione dell'appuntamento e la convocazione per il colloquio consolare costituiscono soltanto una fase interna del procedimento e non comportano il rilascio del visto, potendo il procedimento concludersi sia con il rilascio sia con il diniego del visto. Ha tuttavia rilevato che la condotta processuale del ricorrente, il quale aveva comunicato l'avvenuta fissazione dell'appuntamento, esprimeva un significativo disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso. Il giudizio è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della questione, del rilevante flusso di istanze di visto presso l'Ambasciata e dell'esito in rito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
Consente di definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità quando, nel corso del processo, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto il disinteresse è stato desunto dalla condotta processuale del ricorrente successiva alla fissazione dell'appuntamento consolare.
art. 60 c.p.a.
decisione in forma semplificata
Il giudizio è stato definito in forma semplificata, ricorrendone i presupposti e previa espletazione delle formalità previste.
Massime di principio
- La fissazione di un appuntamento presso un ufficio consolare, funzionale all'avvio dell'istruttoria o allo svolgimento del colloquio per il rilascio di un visto, non determina la cessazione della materia del contendere nell'azione contro il silenzio, perché non equivale al rilascio del visto e il procedimento può ancora concludersi con un diniego.
- La sopravvenuta fissazione dell'appuntamento consolare può nondimeno fondare la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse quando la condotta processuale del ricorrente evidenzi il disinteresse alla prosecuzione del giudizio.
- La cessazione della materia del contendere presuppone che l'Amministrazione abbia integralmente soddisfatto la pretesa azionata; il compimento di una fase meramente interna o interlocutoria del procedimento non è sufficiente.
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