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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29685/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di due immobili ritenuti frutto di intestazione fittizia operata da Ezio Vittalini in favore dei figli e della moglie al fine di eludere misure di prevenzione. Denunciano violazione di legge perché, a loro dire, mancavano i requisiti per il fumus del reato ex art. 512‑bis c.p.: i beni sarebbero di provenienza lecita (donazioni e successione datate 1977 e 1994) e non vi sarebbe correlazione temporale con il periodo di pericolosità (le condotte contestate riguardano il 2014‑2015). Hanno altresì evidenziato contrasto giurisprudenziale sulla necessità che i beni siano suscettibili di confisca di prevenzione e chiesto la rimessione alle Sezioni Unite.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché le censure costituivano un'irrituale impugnazione del principio di diritto affermato nella sentenza rescindente (sentenza n. 1016/2021) senza colpire il provvedimento del giudice del rinvio, il quale si era conformato a quel principio. La Corte ha richiamato il principio per cui, ai fini dell'integrazione dell'art. 512‑bis c.p., il nucleo della fattispecie è la finalità elusiva del trasferimento e che il giudice del rinvio è vincolato alla pronuncia della Corte di cassazione su questioni di diritto già decise. L'ordinanza del Tribunale di Como era ritenuta conforme a tale indirizzo essendosi basata su elementi sintomatici della finalità elusiva (es. tempistica delle donazioni successive al primo sequestro e contestuali al rinvio a giudizio; utilizzo dei conti dal 2015 a fini familiari con scarse movimentazioni precedenti). I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 512‑bis cod. pen.

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che il fulcro del reato è la finalità elusiva dell'atto traslativo (intestazione fittizia) e non la tipologia o la provenienza illecita del bene; per il fumus è necessario cogliere il dolo specifico tramite ulteriori indici sintomatici della finalità elusiva, anche in assenza di previa confisca di prevenzione

  • principio di vincolo del giudice del rinvio (giurisprudenza della Corte di cassazione)

    richiamate Sez. 2, n. 25722 del 28/03/2017 (Antinoro) e altra giurisprudenza indicata nella sentenza

    Una volta fissato un principio di diritto con la sentenza rescindente il giudice del rinvio è obbligato ad uniformarsi a quel principio; le parti non possono, nel giudizio di rinvio o in successivi rimedi, contestare nuovamente il principio di diritto così affermato invocando l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrari

Massime di principio

  • Per il reato di intestazione fittizia ex art. 512‑bis c.p. il criterio decisivo è la finalità elusiva dell'atto: non è indispensabile che il bene sia di provenienza illecita o già suscettibile di confisca
  • Il fumus del reato richiede indizi ulteriori rispetto al mero accertamento dell'intestazione: tempistica delle operazioni rispetto a sequestri/indagini, comportamento degli indagati (uso dei conti, movimenti di denaro), coincidenze temporali con atti processuali sono indici rilevanti
  • Se la Corte di cassazione ha già fissato un principio di diritto in una sentenza rescindente, il giudice del rinvio deve uniformarsi a quel principio; le contestazioni sul merito di quel principio non sono ammissibili nel giudizio di rinvio
  • In situazioni similari, per resistere a un sequestro per intestazione fittizia è importante documentare chiaramente la lecita provenienza dei beni, la distanza temporale rispetto al periodo di pericolosità e l'assenza di elementi sintomatici di finalità elusiva (es. motive economico, gratuità effettiva, mancanza di coincidenza con atti processuali)
  • La sussistenza di contrasto giurisprudenziale non vale automaticamente ad annullare l'applicazione del principio già espresso dalla Corte: può essere necessario proporre la questione alle Sezioni Unite solo prima che la Corte abbia definitivamente fissato il principio

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