Prescrizioni del Garante n. 504 del 26/10/2023
Provvedimento del 26 ottobre 2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante ha esaminato un reclamo ex art. 77 GDPR proposto da una persona che chiedeva la cancellazione, o almeno la rimozione del nominativo, da diversi articoli pubblicati da testate del gruppo RCS e Gedi relativi a una vicenda giudiziaria che la riguardava. Le testate avevano già deindicizzato i contenuti dai motori di ricerca e, per una di esse, anche aggiornato gli articoli con l’esito favorevole della vicenda. Il Garante ha ritenuto il reclamo infondato, valorizzando la liceità originaria del trattamento per finalità giornalistiche e la legittimità della conservazione degli articoli negli archivi online per finalità storico-documentaristiche, ferma restando la possibilità per l’interessata di chiedere rettifica o aggiornamento delle informazioni inesatte.
Reclamo della persona interessata contro RCS MediaGroup e Gedi News Network per articoli di cronaca su vicenda giudiziaria e richiesta di cancellazione/delisting
Reclamo contro editori per articoli di cronaca e richiesta di cancellazione dei dati
Il Garante ha esaminato il reclamo di una persona che chiedeva la cancellazione, o in subordine la rimozione del proprio nominativo, da diversi articoli pubblicati da testate del gruppo RCS e Gedi relativi a una vicenda giudiziaria che la riguardava. Il procedimento è stato avviato ai sensi dell’art. 77 GDPR e si è concluso con la dichiarazione di infondatezza del reclamo.
Fatti e svolgimento del procedimento
La reclamante contestava la pubblicazione di articoli reperibili tramite URL specifici, ritenendo che l’associazione del proprio nome a gravi reati le avesse arrecato un grave danno reputazionale. A suo avviso, le notizie erano risalenti, non più di interesse pubblico e, soprattutto, non vere, poiché smentite dal decreto di archiviazione pronunciato in suo favore. Aveva quindi richiesto ai titolari l’esercizio del diritto di cancellazione ex art. 17 GDPR, chiedendo al Garante di ordinare la cancellazione degli articoli o dei dati identificativi contenuti.
Il Garante ha chiesto riscontro ai titolari con nota del 15 settembre 2022. RCS MediaGroup ha dichiarato di avere verificato il provvedimento giudiziario, aggiornato gli articoli inserendo la notizia dell’archiviazione e disposto la deindicizzazione. Gedi News Network ha comunicato di aver nuovamente disabilitato l’accesso agli articoli tramite motori di ricerca esterni e interni, lasciando però intatti gli archivi online per finalità storico-documentaristiche.
Trattamenti esaminati e quadro normativo
L’Autorità ha richiamato la disciplina speciale applicabile ai trattamenti effettuati per finalità giornalistiche, evidenziando che essi sono leciti anche senza consenso, purché rispettino i diritti, le libertà fondamentali e la dignità degli interessati e il principio di essenzialità dell’informazione. Sono stati richiamati in particolare:
- gli artt. 136 e ss. del Codice privacy;
- l’art. 102, comma 2, lett. a), del Codice;
- l’art. 6 delle Regole deontologiche per trattamenti a fini giornalistici.
Valutazione sulla liceità originaria degli articoli
Il Garante ha ritenuto che, al momento della pubblicazione, i dati personali della reclamante fossero stati trattati nell’esercizio del diritto di cronaca giornalistica, in quanto la vicenda era di interesse del pubblico. Ha osservato che la reclamante era effettivamente coinvolta nelle indagini iniziali, anche se successivamente la sua posizione era stata archiviata.
Tale successivo esito favorevole non è stato ritenuto sufficiente a mettere in dubbio la legittimità del trattamento originario. Analogamente, il Garante ha escluso di poter ritenere provata, sulla base delle sole affermazioni della reclamante, l’asserita falsità delle ricostruzioni fattuali contenute negli articoli, anche perché il contenuto riportato derivava in parte da dichiarazioni di altri soggetti e da atti del procedimento giudiziario rispetto ai quali l’Autorità non disponeva di poteri di accertamento.
Archivi online, deindicizzazione e finalità storico-documentaristica
Un elemento decisivo nella valutazione è stato il fatto che entrambi gli editori avevano già deindicizzato gli articoli dai motori di ricerca prima della presentazione del reclamo, rendendoli accessibili soltanto negli archivi online delle testate. RCS MediaGroup aveva inoltre aggiornato gli articoli con la notizia dell’archiviazione.
Il Garante ha qualificato la conservazione negli archivi online come trattamento per finalità di archiviazione nel pubblico interesse e storico-documentaristiche, distinto dalla finalità originaria di cronaca ma compatibile con essa ai sensi dell’art. 5, par. 1, lett. b), GDPR. In tale contesto ha richiamato il limite al diritto di cancellazione previsto dall’art. 17, par. 3, lett. d), GDPR. Ha inoltre sottolineato che l’archivio online di un giornale svolge una funzione analoga a quella dell’archivio cartaceo nella ricostruzione storica degli eventi.
Esito del reclamo e ulteriori precisazioni
Alla luce di tali elementi, il Garante ha dichiarato infondato il reclamo ai sensi dell’art. 57, par. 1, lett. f), GDPR. Ha tuttavia precisato che resta salvo il diritto dell’interessata di chiedere l’aggiornamento della notizia e/o la rettifica delle informazioni inesatte, osservando che l’onere di attivare tale rimedio grava sull’interessata stessa, ma che nel caso concreto non risultava essere stato esercitato, poiché la richiesta era stata limitata alla cancellazione degli articoli o del nominativo.
Impugnazione
Contro il provvedimento è stata indicata la possibilità di proporre opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi dell’art. 78 GDPR, dell’art. 152 del Codice e dell’art. 10 del d.lgs. n. 150/2011, entro i termini di trenta giorni dalla comunicazione, ovvero sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero.
Punti principali
Origine del procedimento e richieste dell’interessata
Il procedimento nasce da un reclamo ex art. 77 GDPR presentato il 30 giugno 2022 contro RCS MediaGroup S.p.A., editore del "Corriere della Sera", e Gedi News Network S.p.A., editore de "La Repubblica" e "La Stampa". L’interessata contestava la pubblicazione di alcuni articoli reperibili tramite specifici URL e chiedeva la cancellazione degli articoli o dei dati identificativi contenuti, lamentando un pregiudizio reputazionale e invocando il proprio diritto all’oblio.
Posizione della reclamante
L’interessata sosteneva che gli articoli la associassero a gravi reati in modo falso e diffamatorio, nonostante il successivo decreto di archiviazione emesso in suo favore. Riteneva che la notizia fosse ormai priva di interesse pubblico, risalente nel tempo e non corrispondente alla verità dei fatti, e affermava di avere già esercitato il diritto di cancellazione ex art. 17 GDPR nei confronti dei titolari.
Riscontri dei titolari del trattamento
RCS MediaGroup ha comunicato di avere verificato il provvedimento giudiziario, aggiornato gli articoli con la notizia dell’archiviazione e disposto la deindicizzazione, sostenendo di avere così soddisfatto le richieste. Gedi News Network ha rappresentato di avere disabilitato l’accesso agli articoli dai motori di ricerca esterni e, in un’ottica di collaborazione, anche dai motori interni delle testate, mantenendo però gli articoli negli archivi online per finalità di documentazione storica.
Valutazione del Garante sul trattamento giornalistico
L’Autorità ha richiamato la disciplina speciale per i trattamenti a fini giornalistici, basata sugli artt. 136 e seguenti e sull’art. 102, comma 2, lett. a), del Codice, nonché sul principio di essenzialità dell’informazione di cui all’art. 6 delle Regole deontologiche. Ha ritenuto che, al momento della pubblicazione, il trattamento fosse lecito perché svolto nell’esercizio del diritto di cronaca, in relazione a una vicenda di interesse pubblico.
Archivi online e diritto di cancellazione
Il Garante ha distinto tra la finalità originaria di cronaca e la successiva conservazione negli archivi online, qualificando quest’ultima come trattamento per finalità storico-documentaristiche compatibile con la cronaca ai sensi dell’art. 5, par. 1, lett. b), GDPR e sottratta al diritto di cancellazione nei limiti previsti dall’art. 17, par. 3, lett. d), GDPR. Ha inoltre osservato che l’archivio online, analogamente a quello cartaceo, svolge una funzione rilevante nella ricostruzione storica degli eventi.
Esito del reclamo e ulteriori precisazioni
Il reclamo è stato dichiarato infondato ai sensi dell’art. 57, par. 1, lett. f), GDPR. Il Garante ha però precisato che resta impregiudicato il diritto dell’interessata di chiedere l’aggiornamento o la rettifica delle informazioni inesatte, richiamando l’onere della relativa prova in capo a chi la richiede. È stata inoltre indicata la possibilità di opposizione all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi dell’art. 78 GDPR e della normativa processuale richiamata.
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