Sentenza n. 449/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento del Provvedimento di revoca del permesso di soggiorno emesso dalla Questura di Caserta in data 31/03/2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del permesso di soggiorno adottata dalla Questura di Caserta
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la revoca del permesso di soggiorno deducendo violazione degli artt. 4 e 5 del TUI, poiché non sarebbe stata integrata alcuna delle ipotesi ostative al rilascio o alla revoca del titolo. Ha inoltre denunciato difetto di motivazione, sostenendo che la non veridicità della dichiarazione di ospitalità fosse stata soltanto affermata e non dimostrata, senza indicazione delle modalità, dei tempi e degli esiti specifici dell’accertamento di irreperibilità. È stato altresì dedotto il difetto di contraddittorio procedimentale, per non essere stato l’interessato coinvolto nel procedimento nonostante la disponibilità di diversi canali di contatto. L’amministrazione aveva fondato la revoca sulla dichiarazione di ospitalità resa da un soggetto che aveva effettuato diverse comunicazioni non veritiere di cessione di fabbricato e sull’irreperibilità del ricorrente presso l’indirizzo dichiarato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca. Gli atti depositati dall’amministrazione — dichiarazione di ospitalità, richiesta di accertamento e risposta della Polizia Municipale — non erano sufficienti, da soli, a dimostrare la non veridicità della dichiarazione. L’accertamento aveva rilevato che l’ospitante si era trasferito in altro Comune e che il ricorrente non era stato rinvenuto all’indirizzo dichiarato, ma tale circostanza non dimostrava di per sé l’inesistenza o la falsità dell’ospitalità. Inoltre, era stato effettuato un unico sopralluogo e il provvedimento non indicava né il giorno e l’ora dell’accesso né le persone eventualmente sentite. Il giudice ha valorizzato anche il contratto di lavoro prodotto dal ricorrente, idoneo a spiegare la sua assenza nelle ore diurne. La motivazione dell’atto è stata quindi ritenuta generica e non sorretta da un’istruttoria adeguata. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 4 d.lgs. 286/1998
La norma è stata richiamata dal ricorrente tra le disposizioni che, a suo avviso, non prevedevano nel caso concreto un divieto di rilascio o una causa di revoca del permesso di soggiorno; il giudice ha deciso sulla base dell’insufficienza dell’istruttoria e della motivazione dell’atto.
art. 5 d.lgs. 286/1998
La norma è stata richiamata dal ricorrente con riferimento all’assenza dei presupposti per la revoca del titolo; l’accoglimento è stato fondato sulla carenza probatoria e motivazionale dell’accertamento amministrativo.
Massime di principio
- La revoca di un permesso di soggiorno non può essere fondata sulla sola irreperibilità dello straniero presso il domicilio dichiarato, se tale circostanza non dimostra di per sé la falsità della dichiarazione di ospitalità.
- Quando l’amministrazione fonda la revoca di un titolo di soggiorno su un sopralluogo, deve indicare e documentare in modo sufficientemente preciso le modalità dell’accertamento, inclusi, ove rilevanti, il giorno, l’ora e le persone eventualmente sentite.
- Un unico sopralluogo con esito negativo, effettuato senza ulteriori verifiche e senza considerare giustificazioni oggettive dell’assenza dell’interessato, non è sufficiente a sostenere una contestazione di ospitalità fittizia.
- La revoca di un permesso di soggiorno richiede un’istruttoria adeguata e una motivazione concreta, non meramente assertiva, idonea a collegare gli elementi raccolti alla falsità della dichiarazione posta a base del titolo.
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