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Ordinanza

Ordinanza n. 12494/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento provvedimento di diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato (prot. n. D/6765/2025), emesso dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi in data 05/11/2025 e notificato al ricorrente il 05/12/2025;

Giustizia amministrativa202604986

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato. In sede cautelare ha dedotto censure riferibili alla rilevanza attribuita a una segnalazione SIS e alla mancata verifica della disponibilità del rapporto di lavoro: dagli atti risulta che l’unica segnalazione SIS consisteva in un diniego di reingresso ormai scaduto e non risultava provata la notifica al datore di lavoro della richiesta di conferma dell’interesse all’assunzione.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris, in quanto la segnalazione SIS posta a fondamento del diniego risultava scaduta e non era documentata la notifica al datore di lavoro della richiesta di conferma. Ha inoltre ravvisato il periculum in mora, considerando meritevole di apprezzamento il pregiudizio potenzialmente derivante al ricorrente nel bilanciamento degli interessi coinvolti. Ha quindi accolto la domanda cautelare collegiale ai soli fini del riesame della posizione del ricorrente, senza definire il merito della controversia. Le spese sono state rinviate alla decisione definitiva ed è stata fissata la prosecuzione della trattazione alla camera di consiglio del 17 novembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    La disposizione è richiamata quale base per l’oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Le disposizioni sono richiamate unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003 a fondamento dell’oscuramento dei dati identificativi del ricorrente.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il fumus boni iuris può essere ravvisato quando il diniego di visto risulti fondato sull’unica segnalazione SIS disponibile agli atti, qualora tale segnalazione riguardi un diniego di reingresso ormai scaduto.
  • La mancata documentazione della notifica al datore di lavoro della richiesta di conferma dell’interesse all’assunzione costituisce elemento idoneo, nella delibazione cautelare, a mettere in dubbio la legittimità del diniego del visto per lavoro subordinato.
  • Quando sussistano fumus boni iuris e un pregiudizio potenziale meritevole di apprezzamento, la tutela cautelare può essere accordata ai soli fini del riesame della posizione dell’interessato, senza anticipare la decisione sul merito.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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