Sentenza n. 946/2026 - Lecce, Sezione 3
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del silenzio-inadempimento serbato dal Comune di Melendugno sull'istanza-diffida presentata dal ricorrente a mezzo pec in data 20.12.2023; - con conseguente declaratoria dell'obbligo dell'Amministrazione intimata di provvedere con ogni urgenza all'adozione degli atti necessari a concludere con un provvedimento espresso e motivato il procedimento; Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati in data 5.7.2024: - della nota comunale del 7/5/2024 (erroneamente datata 2/1/2024), recante ad oggetto “Aree di proprietà privata illegittimamente trasformate. Istanza-diffida di acquisizione sanante ex art. 42-bis DPR n. 327/2001 ovvero di restituzione previa riduzione in pristino, proposta dal sig. Enrico Potì assunta al prot. del Comune n. 26448 in data 21.12.2023 - SEGUITO provvedimento prot. n. 2845 del 02/02/2024”; - di tutti i relativi atti presupposti e connessi, ivi compresa, ove occorra, la precedente nota interlocutoria comunale prot. n. 2845 del 2.2.2024 e, nei limiti dell’eventuale interesse, la “Relazione istruttoria per la stima acquisizione aree comparto C3 della Zona C2” del 18.6.2024;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente. Non è stata quindi esaminata la legittimità del silenzio comunale, della nota del 7 maggio 2024 né degli atti connessi. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione integrale delle spese di lite.
Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull'istanza-diffida di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 ovvero di restituzione previa riduzione in pristino, nonché la successiva nota comunale del 7 maggio 2024 e gli atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il silenzio-inadempimento serbato dal Comune di Melendugno sull'istanza-diffida trasmessa via PEC il 20 dicembre 2023, chiedendo la declaratoria dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato. Con motivi aggiunti hanno impugnato la nota comunale del 7 maggio 2024, erroneamente datata 2 gennaio 2024, relativa all'istanza di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 o di restituzione delle aree previa riduzione in pristino, nonché gli atti presupposti e connessi, inclusa la precedente nota interlocutoria del 2 febbraio 2024 e, nei limiti dell'interesse, la relazione istruttoria del 18 giugno 2024. Prima della decisione, con atto del 19 maggio 2026, i ricorrenti hanno dichiarato il venir meno dell'interesse alla decisione.
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