Cassazione Penale, Sentenza n. 27876/2022 del 18/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge (art. 512 c.p.p., art. 111, comma 5 Cost., art. 6 Cedu) relativa all'utilizzo in dibattimento delle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa (Metelschi Elena Alessandra). L'imputato ha dedotto che la non ripetibilità delle dichiarazioni era stata illegittimamente ritenuta: l'irreperibilità della teste era prevedibile (essendo straniera, dedita al meretricio e domiciliata in albergo, situazione precaria) e non erano state svolte adeguate ricerche secondo i criteri giurisprudenziali
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio secondo cui la dichiarazione non ripetibile può essere utilizzata solo se la previsione dell'irreperibilità sia adeguatamente motivata secondo il criterio della "prognosi postuma". Nel caso di specie i giudici di merito non hanno motivato correttamente la prevedibilità dell'allontanamento della teste: la sua dimora in albergo e la condizione di lavoratrice del sesso configuravano una situazione di reperibilità precaria e avrebbero reso prevedibile la sua irreperibilità, mentre gli elementi addotti a giustificazione (volontà di denunciare, regolarità di presenza sul territorio) erano neutri. Di conseguenza le dichiarazioni della persona offesa sono state ritenute inutilizzabili. La sentenza impugnata è annullata e la causa è rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Perugia
Norme richiamate
art. 512 cod. proc. pen.
Consente la lettura in dibattimento di atti o dichiarazioni non ripetibili solo se l'irreperibilità è prevedibile; la Corte richiede adeguata motivazione e valutazione secondo il criterio della "prognosi postuma"
art. 111, comma 5 Cost.
Riferimento al diritto al giusto processo; la valutazione del ricorso richiama il principio dell'ororalità e la necessità di garanzie nel contraddittorio
art. 6, comma 3, lett. D Cedu
Richiama il diritto ad interrogare i testimoni e alle garanzie del contraddittorio; l'utilizzo di dichiarazioni predibattimentali senza adeguata valutazione della non ripetibilità può violare la Cedu
Massime di principio
- La non ripetibilità di dichiarazioni predibattimentali va provata con motivazione adeguata: il giudice deve effettuare una "prognosi postuma" valutando se, al momento dell'acquisizione, l'irreperibilità fosse prevedibile sulla base dei dati noti o conoscibili
- La mera nazionalità extracomunitaria o l'attività di prostituzione non sono di per sé sufficienti a ritenere prevedibile l'irreperibilità; però una dimora precaria (es. permanenza in albergo senza altri riferimenti) aumenta la prevedibilità e richiede maggiori cautele nelle ricerche
- Se la prevedibilità dell'irreperibilità è ragionevolmente configurabile, il giudice deve documentare le ricerche effettivamente svolte e l'impossibilità di reperire la persona (es. controlli in strutture dove poteva trovarsi, richiesta di informazioni, contatti con strutture di accoglienza, verifiche telefoniche/di recapito)
- L'utilizzo di dichiarazioni non ripetibili senza adeguata giustificazione espone la decisione a rischio di annullamento e rinvio per nuovo giudizio
- In casi simili, la difesa può efficacemente impugnare l'ammissibilità di dichiarazioni predibattimentali dimostrando l'assenza di motivazione sulla prevedibilità dell'irreperibilità o l'insufficienza delle ricerche svolte
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