Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33121/2024 del 26/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società ha impugnato il decreto del 7/2/2024 con cui il Procuratore della Repubblica ha rigettato la richiesta di dissequestro di un'automobile Mercedes di sua proprietà, sottoposta a sequestro preventivo in relazione alla presunta responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001 connessa al reato di cui all'art. 452‑quaterdecies c.p. Il ricorso per cassazione, proposto dall'Avv. Roberto Ricco, deduceva l'abnormità del provvedimento di rigetto emesso dal Pubblico Ministero, sostenendo che il P.M. non avrebbe potuto decidere in via definitiva ma avrebbe dovuto trasmettere la richiesta al giudice competente corredandola di motivate richieste e parere.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per rinuncia: il difensore della società ha formalmente rinunciato al ricorso (atto del 24/05/2024) perché il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, il 14/03/2024, si era ritenuto competente, aveva avocato gli atti e aveva già deciso sull'istanza di restituzione rigettandola, facendo venir meno l'interesse della ricorrente a una pronuncia sulla presunta abnormità del diniego del P.M. Non è stata disposta alcuna condanna alle spese o ammenda in relazione alla rinuncia.

Norme richiamate

  • d.lgs. 231/2001

    La contestazione riguarda la responsabilità amministrativa degli enti per il delitto commesso nell'interesse dell'ente; la norma è richiamata per qualificare l'illecito che ha giustificato il sequestro preventivo degli strumenti legati alla commissione del reato.

  • codice penale

    Il reato indicato è quello a cui si riferisce l'accertamento penale che ha determinato il sequestro; la rilevanza del reato giustifica misure cautelari e la contestuale applicazione delle disposizioni in tema di responsabilità amministrativa degli enti.

  • norme di procedura penale (principi sulla competenza e sulla rinuncia al ricorso)

    Il provvedimento sottolinea che la rinuncia al ricorso è valida e rende il gravame inammissibile quando viene meno l'interesse per sopravvenuto provvedimento corrispondente (qui il provvedimento del GIP che ha avocato e deciso sull'istanza). Ne consegue che la sopravvenuta pronuncia del giudice sul medesimo oggetto estingue l'utilità del ricorso contro l'atto del P.M.

Massime di principio

  • Se, dopo un diniego del Pubblico Ministero a dissequestrare cose, il giudice competente (es. GIP) si avoca gli atti e decide sulla stessa istanza, la decisione giudiziale sopravvenuta può far venire meno l'interesse a proseguire l'impugnazione del provvedimento del P.M.; in tal caso il ricorso è generalmente inammissibile per rinuncia o per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La rinuncia al ricorso operata dal difensore è efficace se rituale e comporta l'inammissibilità del ricorso senza automatica condanna alle spese o ammenda quando l'interesse è venuto meno per sopravvenuta pronuncia corrispondente.
  • In materia di sequestro preventivo connesso alla responsabilità amministrativa d'impresa (d.lgs. 231/2001), è possibile che tanto il P.M. quanto il giudice svolgano valutazioni autonome; tuttavia, una pronuncia giudiziale sul dissequestro prevale nel determinare l'interesse a ulteriori impugnazioni contro il provvedimento del P.M.
  • In situazioni analoghe è opportuno valutare tempestivamente se sussista ancora un interesse a impugnare (quando il giudice non si è ancora pronunciato) oppure attendere la decisione giudiziale, perché una pronuncia favorevole o negativa del giudice può rendere la controversia sull'atto amministrativo del P.M. irrilevante.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.