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Sentenza

Sentenza n. 491/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento -della comunicazione prot. CA/2025/240965 del 10/10/2025 di inefficacia della scia; -di ogni altro atto, parere, nota sconosciuto all'odierna ricorrente ed ostativo all'esercizio della sua attività

Giustizia amministrativa202515232

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di inefficacia della SCIA per l'avvio di un'attività di somministrazione di alimenti e bevande in un locale precedentemente destinato alla vendita di abbigliamento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, intenzionata a insediare in Roma un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, aveva presentato SCIA. Roma Capitale ne aveva inibito gli effetti applicando l'art. 10, comma 4, della DAC n. 109 del 2023, che, nell'area tutelata, vieta l'avvio di attività non tutelate in locali nei quali, nei tre anni precedenti e per almeno un biennio consecutivo, sia stata esercitata un'attività tutelata. Nel locale, dal 28 settembre 2022 al 2 ottobre 2025, era stata esercitata la vendita di abbigliamento del marchio Oysho. Con un unico motivo, la ricorrente ha dedotto la violazione della disposizione regolamentare e l'eccesso di potere, sostenendo che la vendita di abbigliamento a basso costo da parte del marchio Oysho non fosse riconducibile al prêt-à-porter previsto tra le attività tutelate.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura secondo cui l'attività svolta da Oysho non rientrerebbe nel prêt-à-porter. La disciplina regolamentare tutela, alternativamente, l'alta moda oppure il prêt-à-porter commercializzato da marchi a diffusione nazionale o internazionale. Per il prêt-à-porter non sono decisivi né la qualità intrinseca dei capi né il prezzo di vendita: rileva la produzione di abiti preconfezionati e la loro distribuzione tramite catene caratterizzate da un marchio ampiamente riconoscibile. Il prêt-à-porter comprende anche il fast fashion, pur nelle sue diverse fasce qualitative e di prezzo. Oysho è stato ritenuto, per fatto notorio, un marchio a diffusione internazionale e quindi riconducibile alla categoria regolamentare. L'atto comunale è stato pertanto considerato fedele applicazione della norma. Le spese sono state compensate in ragione della relativa novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 10, comma 4, DAC n. 109 del 2023

    vieta nell’area tutelata di causa l’avvio di attività non tutelate in locali nei quali, nei tre anni precedenti, e per almeno un biennio consecutivo, sia stata svolta un’attività cd. tutelata

    La disposizione tutela, tra le altre, la vendita di prodotti di alta moda o di prêt-à-porter di marchi a diffusione nazionale o internazionale; il prêt-à-porter comprende anche l'abbigliamento preconfezionato prodotto in larga serie e commercializzato da marchi internazionali, senza che siano decisivi il prezzo o la qualità intrinseca dei capi.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della causa con sentenza in forma semplificata all'esito della fase cautelare.

Massime di principio

  • Ai fini dell'applicazione di una disciplina comunale che tutela il prêt-à-porter nei centri storici, la categoria comprende l'abbigliamento preconfezionato prodotto in serie e distribuito da marchi a diffusione nazionale o internazionale.
  • Nell'individuazione del prêt-à-porter tutelato da una disciplina comunale di salvaguardia del tessuto commerciale, il prezzo di vendita e la qualità intrinseca dei capi non sono, di per sé, fattori decisivi quando risulti la commercializzazione tramite un marchio ampiamente riconoscibile e internazionalmente diffuso.
  • Una norma che vieta l'avvio di attività non tutelate in locali precedentemente occupati, per il periodo temporale previsto, da un'attività tutelata si applica anche quando l'attività pregressa appartenga al settore del fast fashion, purché il marchio rientri tra quelli a diffusione nazionale o internazionale.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneSCIA e liberalizzazioni
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipio di legalità e tipicità

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