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Sentenza

Sentenza n. 6029/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina (sezione prima), n. 00330/2024, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202405206

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione dell’EGATO n. 4 del 7 settembre 2023 relativa alla cessione del ramo d’azienda idrico di Siram S.p.A. e alla presa d’atto della richiesta di gradimento prevista dalla convenzione di gestione del servizio idrico integrato

Esito

ESTINZIONE

La controversia

Acea S.r.l. aveva impugnato in primo grado la deliberazione dell’EGATO n. 4 concernente la cessione del ramo d’azienda idrico di Siram S.p.A. al gruppo Italgas, deducendo la violazione dell’art. 31 della convenzione per la gestione del servizio idrico integrato, del principio di ininterrotto possesso dei requisiti da parte del socio privato della società mista affidataria del servizio, degli artt. 17 del d.lgs. n. 175/2016 e 5, comma 9, del d.lgs. n. 50/2016, nonché eccesso di potere per falsità del presupposto, travisamento dei fatti, sviamento, disparità di trattamento, difetto di motivazione e difetto di istruttoria. In particolare, contestava che l’operazione non richiedesse un’apposita espressione di gradimento dell’ente e sosteneva l’insussistenza, in capo a Italgas, dei requisiti richiesti dal disciplinare di gara. Il TAR aveva dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, ritenendo che Acea non potesse vantare una legittima aspettativa all’acquisizione delle quote delle società del gruppo Veolia. In appello Acea ha censurato tale statuizione e ha riproposto le doglianze di merito. L’EGATO e le società controinteressate hanno proposto appelli incidentali condizionati sui capi della sentenza relativi al rigetto delle eccezioni di difetto di giurisdizione e tardività. Prima della decisione, Acea ha notificato e depositato una rinuncia all’appello sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha preso atto della rinuncia all’appello, notificata alle altre parti e sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale, e ha dichiarato estinto il giudizio ai sensi degli artt. 35, comma 2, lett. c), e 84 c.p.a. L’estinzione ha impedito l’esame dei motivi d’appello, delle censure rivolte alla deliberazione dell’EGATO e degli appelli incidentali condizionati relativi a giurisdizione e tardività. Le spese del grado sono state compensate tra le parti in considerazione dell’evoluzione processuale della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La rinuncia all’appello determina l’estinzione del giudizio quando ricorrono i presupposti processuali previsti dalla disposizione.

  • art. 84 c.p.a.

    Disciplina la rinuncia al ricorso e consente, nel caso concreto, la declaratoria di estinzione del giudizio d’appello a seguito della rinuncia notificata alle altre parti e sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • La rinuncia all’appello, sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale e notificata alle altre parti del giudizio, comporta la dichiarazione di estinzione del processo ai sensi degli artt. 35, comma 2, lett. c), e 84 c.p.a.
  • La dichiarazione di estinzione per rinuncia preclude l’esame dei motivi d’appello, delle questioni di merito e degli appelli incidentali condizionati non ancora esaminati.
  • In presenza di una rinuncia all’appello ritualmente perfezionata, il giudice può compensare le spese del grado ove ravvisi giustificati motivi collegati all’evoluzione processuale della controversia.

Come è indicizzato

MaterieServizio idrico integratoEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppello
RamiServizi pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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