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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15893/2025 del 24/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di rinvio emessa dalla Corte d'appello di Lecce in relazione a condanne per reati connessi allo spaccio di stupefacenti (e reati afferenti al contesto associativo), nonché censura del trattamento sanzionatorio. In particolare: per Laterza contestazione del calcolo sanzionatorio e dell'applicazione della continuazione con fatti giudicati in altro procedimento; per Balsamo censura di mancata autonoma valutazione delle censure difensive e vizio motivazionale; per Caporosso due motivi: (i) vizio di motivazione circa la ritenuta responsabilità per il capo I, ossia la cessione/trasferimento di stupefacente tramite terzi (ricostruzione fondata su intercettazioni e riscontri indiretti), e (ii) vizio nella determinazione della pena e nel diniego delle circostanze attenuanti generiche

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili. Il ricorso di Balsamo è stato ritenuto generico e indeterminato; quello di Laterza è inammissibile per questione già oggetto di giudicato parziale (improponibilità della censura sulla continuazione già valutata in precedente fase); quello di Caporosso è inammissibile perché le censure sono, in parte, tardive o si traducano in mero sindacato sulla valutazione della prova o su esercizio di discrezionalità del giudice di merito. Conseguentemente tutti i ricorrenti sono stati condannati, in solido, al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    norma contestata per il reato di detenzione/cessione di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la combinazione di intercettazioni, contatti e sequestri abbia fornito un quadro probatorio idoneo a sostenere la responsabilità ai sensi di tale articolo

  • Codice penale, art. 133

    criteri di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia assolto l'onere motivazionale, anche in forma sintetica, indicando gli elementi utili ai fini della graduazione della pena, e che la discrezionalità di merito sui criteri di cui all'art. 133 sia sindacabile in cassazione solo in presenza di palese illogicità o arbitrarietà

  • Codice penale, art. 78

    applicazione del limite di legge alla continuazione: l'operatività del limite ha reso irrilevanti questioni astratte sulla tassazione degli aumenti, giustificando la sintetica motivazione del giudice di merito sulla determinazione degli aumenti

  • Decisione Corte costituzionale n. 40 del 2019

    la decisione ha modificato la cornice sanzionatoria per reati di stupefacenti, imponendo la rideterminazione degli aumenti per continuazione; la Corte d'appello ha rideterminato gli aumenti alla luce di tale pronuncia

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve esporre censure determinate e specifiche con chiari riferimenti alla motivazione impugnata: doglianze generiche o aspecifiche sono inammissibili
  • La Corte di legittimità non riforma la valutazione probatoria di merito scegliendo tra ricostruzioni alternative: può sindacare solo la logicità, coerenza e completezza della motivazione fornita dal giudice di merito
  • Questioni già decise in precedenti pronunce del medesimo giudice o giudicato parziale (res iudicata) non possono essere nuovamente dedotte in cassazione
  • L'impugnazione del trattamento sanzionatorio può essere dichiarata inammissibile se si limita a contestare la graduazione della pena senza dimostrare un vizio motivazionale o arbitrarietà: la determinazione della pena è riservata al giudice di merito salvo profili di irragionevolezza
  • Nel giudizio su reati di droga, concatenazioni probatorie basate su intercettazioni e riscontri indiretti possono essere ritenute idonee a provare la responsabilità purché la sentenza motivi la coerenza del quadro probatorio
  • Dopo interventi normativi o costituzionali che incidono sulla cornice sanzionatoria (es. Corte cost. n. 40/2019), i giudici di merito devono rideterminare gli aumenti per continuazione in conformità alla nuova disciplina

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